SIAMO NEL 2016 ma non a MASCALI

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Siamo nel 2016 , in anni di profonda crisi economica per la classe media e di profonda crisi della nostra cultura, identita’ cristiana ed europea , le cui cause non stiamo qui a discutere, ma vogliamo invece discutere di quello che avviene nella Pubblica Amministrazione Mascalese , e quindi…

Se di crisi economica si parla con relativi blocchi e patti di stabilita’ , e chi piu’ ne ha piu’ ne metta per celare-sanare questa malattia chiamata “spesa pubblica” , non si puo’ non parlare nel settore della telematica e dell’ informatizzazione della Pubblica Amministrazione di Software Open Source.

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Nel caso specifico locale troviamo il nostro Comune non dotato assolutamente di software libero , ma di software a PAGAMENTO…

Sistemi operativi microsoft che costano un occhio “digitale” , con relativi sistemi ,a pagamento, antivirus.

Roba obsoleta e superata da piu’ di una decade.

Installare Linux e’ un gioco da ragazzi , NON COSTA NULLA , il software di cui e’ dotato se non uguale allora supera di gran lunga quello di cui si dotano i sistemi farlocchi operativi di Redmond , inoltre Linux e’ di gran lunga piu’ sicuro dei colabrodo di cui QUESTO COMUNE e’ dotato .

In buona sostanza , NON VEDIAMO perche’ questo Comune di Mascali non debba dotarsi in ogni suo ufficio di Sistemi e Software Open Source come Linux .

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Sistemi difficili ? Complicati ? Bugie belle e buone.

L’ amara verita’ e’ che VI PIACE MANGIARE E FAR MANGIARE CON I SOLDI PUBBLICI , ma speriamo che ci dimostrerete il contrario e a breve.

ED INOLTRE , accentando la buona fede , NON NE CAPITE UNA MAZZA , vi crogiolate nel lassismo e falso perbenismo e non volete assolutamente accettare il cambiamento perche’ restare come siete E’ A NOSTRO PAGAMENTO.

Ora , il Sindaco Dott.Luigi Messina e’ informato di quanto abbiamo espresso, e l’ Assessore alla Telematica  , non crediamo minimamente che sappia e comprenda quello che abbiamo esposto sopra , ma in fondo sa leggere e scrivere e..quindi…

E QUINDI PROVVEDA A FAR INSTALLARE LINUX SU TUTTE LE MACCHINE COMUNALI SE E’ UNA PERSONA COMPETENTE , SE E’ UN AMMININISTRATORE PUBBLICO CAPACE  e non un’ altra politicante BUONA SOLA A SCALDARE LA SEDIA PUBBLICA , BUONA A NON FARE NIENTE E BUONA SOLO AD INTASCARSI IL LAUTO STIPENDIO DA AMMINISTRATORE COMUNALE QUALE LEI E’ !

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.FONTE.

La pubblica amministrazione italiana è tenuta per legge a preferire software libero e/o a codice sorgente aperto, valutando i possibili benefici derivanti dall’azione di formati aperti, come si può evincere dall’emanazione di direttive volte a sensibilizzare gli enti in questa direzione.

La direttiva Stanca del 2000, in cui si richiede esplicitamente l’adozione di soluzioni informatiche in grado di gestire almeno un formato aperto. Il DigitPA, l’ente governativo che si occupa di supportare le amministrazioni nell’utilizzo efficace dell’informatica, gestisce un Osservatorio Open Source destinato ad analizzare e promuovere l’uso e la diffusione di codice a sorgente aperto. L’Osservatorio Open Source del CNIPA ha realizzato una rilevazione continua  sull’uso del software open source presso le pubbliche amministrazioni italiane; tale strumento – in continua evoluzione – ha lo scopo di raccogliere e diffondere i casi di adozione e le best practice relative all’uso delle tecnologie open in ambito istituzionale. Inoltre, è anche attivo un Ambiente di Sviluppo Cooperativo per permettere lo sviluppo (nella tipica modalità “aperta” delle community) di applicativi e componenti open source per la Pubblica Amministrazione.

Il Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, Decreto Sviluppo (in supplemento ordinario n. 129/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 147 del 26 giugno 2012), coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134 recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese.». (GU n. 187 del 11-8-2012 – Suppl. Ordinario n.171) ha modificato in maniera sostanziale l’art. 68 del CAD, Codice dell’amministrazione digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e sue successive modifiche ed integrazioni).

Nello specifico l’art. 68 del CAD è stato così modificato: Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software combinazione delle precedenti soluzioni.

Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilità di accedere a soluzioni open source o già sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, è consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto.

L’Agenzia per l’Italia Digitale (ex DigitPA, ex CNIPA) ha emanato la Circolare n. 63/2013 relativa alle Linee guida per la valutazione comparativa prevista dal suddetto articolo.

 

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