ANGELI e DEMONI

demonios

-Qualche ora fa abbiamo inviato un fax urgente alla Prefettura di Catania, ponendolo alla Cortese Attenzione del Prefetto Dott.ssa Maria Guia Federico,

Ecco a Voi il contenuto della sconvolgente comunicazione a sua Eccellenza il Prefetto :

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Ecco perche’ il sindaco si e’ inventato il cognome di sana pianta,

Ecco perche’ sembrava assurdo il Prefetto avesse nominato per rispondere a questa competenza un vicePrefetto (così lo ha chiamato, n.d.R.), carica che nemmeno esiste poiche’ esiste colui o colei che puo’ fare le veci del Prefetto ed e’ il  Vicario del Prefetto, che in questo caso non e’ una donna ma un uomo, e non uno qualunque ma il Dott.Enrico Gullotti gia’ Commissario Straordinario del Comune di Mascali durante l’ultimo scioglimento comunale,

Ecco perche’ e’ del tutto assurdo che un VICARIO , o , come lo chiama lui, un -viceprefetto-, possa rispondere su una materia così delicata come un’incompatibilita’ di un amministratore locale AL POSTO DEL VERO PREFETTO,

Ecco perche’ il Segretario Comunale, Dott.Raffaele Milazzo, guardava sbalordito il c.d. primo cittadino mentre “esponeva” questa , a nostro dire, fantasia, come per dire : “Ma che ca..o sta dicendo?” ,

Ecco perche’ il sindaco poi si e’ seduto diventando tutto rosso e ridendo nervosamente,

PERCHE’ NON C’E’ STATO ALCUN INCONTRO ALLA PREFETTURA.

Piu’ di cinquanta testimoni hanno sentito cosa ha detto quell’uomo, e gli organi di stampa hanno riportato quest’episodio, e volendo era il 24 Febbraio e non il Primo Aprile…

gazznigr

Anche il giornalista lì parla di telenovela…

E’ una telenovela il rispetto della legalita’ da parte di chi deve amministrare responsabilmente una pluralita’ di individui chiamati “Cittadini” ?

Oltre la quasi totalita’ dei consiglieri , anche gli organi di stampa hanno colpe gravissime nel NON AFFRONTARE QUESTA VICENDA NEL MODO APPROPRIATO.

E’ veramente triste e squallido pensare che non solo chi ci amministra e’ un nessuno ma anche chi dovrebbe vigilare ed attenzionare gli amministratori e’ altrettanto.

Comunque,

ormai e’ vivido ed affilato come i raggi di un cristallo ,

in questa battaglia tra gli Angeli ed i Demoni ci sara’ un solo possibile risultato:

O i Demoni cammineranno sul nostro cadavere politico..

____________________…O Noi cammineremo sul loro._____________________

_________________________HAIL VICTORY !!!________________________________

angeli-e-demoni

Per Gentile Concessione dell’ Avvocato Ernesto Pino :

Ernesto Pino

La speranza è l’ultima a morire: ma, purtroppo, è morta, e anche troppo presto.
Da circa quindici giorni vengo, quotidianamente, fermato per strada o, addirittura, contattato telefonicamente da concittadini, molti dei quali sedicenti miei elettori nell’ultima tornata elettorale per Sindaco di Mascali, che mi chiedono a gran voce come mai nessuno faccia niente di fronte alla sollevata questione della presunta incompatibilità del Sindaco di Mascali con la propria carica, a causa della sua attività di agente immobiliare che egli continua ad esercitare nel nostro Comune dallo stesso amministrato.
La mia prima reazione è stata quella di pensare: eppure lo avevo detto, nel corso di uno dei tanti comizi, che il candidato sindaco Messina aveva dato l’impressione di non rispettare la legge, continuando ad affiggere manifesti con la sua effigie al di fuori dagli spazi consentiti, in palese violazione della L. n. 212/1956, approfittando del fatto che la violazione di tale legge non comportava conseguenze gravi. Lo avevo detto che questa sua inosservanza era già un campanellino d’allarme.
Confesso, però, che, dopo la decisione degli elettori, mi sono augurato, per il bene di tutti, che siffatta intemperanza fosse da considerarsi come l’effetto della “febbre” elettorale, e come tale giustificabile, e sarebbe rientrata e scomparsa una volta assunta la importante carica.
In ogni caso, riponevo assoluta fiducia nella capacità e volontà dell’opposizione di evidenziare, al bisogno, in maniera tanto corretta, quanto decisa, la scorrettezza istituzionale del Sindaco.
Ma quando ieri un cittadino mascalese ha fatto appello alla mia professionalità di avvocato, chiedendomi come mai nessuna voce dell’opposizione si sia levata durante l’ultimo consiglio comunale, se non per chiedere, con voce sommessa, quasi tremante, al Sig. Sindaco cosa avesse da dire sulla questione, ottenendo come agevole risposta che non c’era nessuna incompatibilità, prorompente sul politico ha preso il sopravvento l’avvocato, e gli ho risposto quanto segue.
1. L’art. 78 comma 3 del D.Lgs. n. 267/2000 dispone testualmente che “i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato”.
1.1—Non v’è dubbio che la norma in oggetto si riferisca a tutti i componenti della Giunta Municipale, Sindaco in testa, considerate le competenze della Giunta Comunale in materia di edilizia, urbanistica e lavori pubblici, quale organo propulsivo nei confronti del Consiglio Comunale, ex multis nel definire gli obiettivi di programma e compiere tutti gli atti di amministrazione; nell’approvare i progetti, i piani e i programmi preliminari da includere nell’elenco annuale dei lavori pubblici da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale; nell’approvare i progetti esecutivi delle opere pubbliche inserite nel programma triennale nonché i progetti definitivi ed esecutivi, le eventuali varianti in corso d’opera; nell’approvare le risultanze di gare ed aggiudicare definitivamente gli appalti, nel nominare il collaudatore in corso d’opera ed approvare i certificati di collaudo e di regolare esecuzione.
1.2 Del pari, non sembra dubitabile che l’attività di Agente Immobiliare, così come disciplinata dal contesto legislativo sorgente dalla L. 3/2/1989 n. 39, dal D.M. 21. 12.1990 n. 452, dall’art. 18 L. 5/3/2001 n. 57, dall’art. 19 L. n. 241/1990, dall’art. 73 D.Lgs. n. 59/2010, dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 26/10/ 2011, attuativo dell’art. 80 D. Lgs. 59/2010, rientri nell’ambito di quelle “attività professionali in materia di edilizia privata e pubblica” che un Sindaco deve astenersi dall’esercitare nel territorio da lui amministrato.
1.3 Poiché costituisce fatto notorio che prima delle elezioni il sig. Luigi Messina esercitava legittimamente l’attività di agente immobiliare nel territorio di Mascali, come è notorio che ha continuato e continua ad esercitare tale professione anche dopo la sua elezione a Sindaco di Mascali, come dallo stesso pubblicamente ammesso, deve concludersi che egli è incorso nella violazione dell’art. 78 c. 3 del TUEL ogni qual volta, nello svolgimento delle sue funzioni di Primo Cittadino, si è occupato di urbanistica, edilizia e lavori pubblici.
2. La legge non prevede però, neanche in modo indiretto, che l’inosservanza del divieto di astensione incida negativamente sulla carica ricoperta, trattandosi di una norma c.d. “imperfetta”, che prevede il precetto – cioè l’obbligo di fare, di non fare o di sopportare qualcosa – ma non la sanzione, cioè una conseguenza negativa per chi viola quell’obbligo; né si può sostenere che la disposizione in esame costituisca una ulteriore causa di incompatibilità rispetto alla vigente disciplina, essendo stato ripetutamente escluso (Corte di Appello di Salerno, sentenza n. 270/2000).
3. Da semplice manovale del diritto, perciò, è doveroso e conforme alla legge, secondo me, prendere atto del fatto che la violazione dell’art. 78 c. 3 del TUEL da parte del Sindaco di Mascali, benché conclamata e reiterata, non determina alcuna conseguenza negativa dal punto di vista squisitamente giuridico e, in particolare, non comporta alcuna incompatibilità o decadenza dalla sua carica elettiva.
Può avere conseguenze, se mai, dal punto di vista della conformità a legge di atti per vizi di legittimità, considerato che la violazione dell’obbligo d’astenersi dal far parte della Giunta Municipale non può essere sanata dalla semplice astensione per incompatibilità o per conflitto di interessi prevista dall’art. 16 della L.R.n. 30/2000, con conseguente impugnabilità di tali atti e di responsabilità erariale.
4. Dal punto di vista morale e politico, però, le conclusioni che una opposizione seria e agguerrita avrebbe dovuto trarre dal comportamento del Sindaco sono ben diverse.È indubbio infatti che la norma in questione impone un obbligo di legge, che dovrebbe tradursi per il suo destinatario in un “dovere” cui attenersi scrupolosamente nell’espletamento della funzione di Sindaco, al fine di garantirne l’imparzialità, a prescindere dalla mancanza di una sanzione per la sua violazione.
Nessuno può negare – e non può certo negarlo un Sindaco – che le leggi vanno sempre rispettate e che devono rispettarle con esemplare rigore coloro i quali, per la carica che rivestono, dovrebbero dare l’esempio, come il Sindaco di una cittadina, che non può permettersi di violarle solo perché ciò non comporta una conseguenza grave a suo carico.
In definitiva, cosa è accaduto?
E’ accaduto che il Sindaco di Mascali ha violato – e continua a violare – la legge, e lo fa approfittando del fatto che questo suo comportamento illegittimo non ha alcuna conseguenza giuridica.
Ma dal punto di vista morale?
Beh, questa è tutta un’altra storia.Poiché l’astensione è un dovere e un obbligo di legge, nel caso d’infrazione o di inosservanza, la via dovrebbe essere solo una: dimettersi e chiedere scusa ai cittadini elettori.
Se ciò non accadrà, non potrà non prendersi atto del fatto che il Comune di Mascali ha oggi un Sindaco che non rispetta la legge.
La speranza del sottoscritto che la inosservanza della legge dell’allora candidato sindaco Messina durante la competizione elettorale fosse dovuta alla “febbre” elettorale è morta nell’arco di pochi mesi.
L’opposizione, da parte sua, ha perso un’occasione per stigmatizzare siffatto comportamento, inducendo tutti noi cittadini ad una amara riflessione: come diceva Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo, ” Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
Il Sindaco è cambiato, i Consiglieri tutti sono cambiati, ma tutto è rimasto come era prima.
E noi cittadini – non senza colpe – ne piangiamo le conseguenze.

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