UNA STORIA DI HACKING E CORNA

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Completando il titolo Una Storia di Hacking e Corna…a Mascali.

I personaggi citati in questa storia hanno nomi del tutto inventati.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Siamo nel 2003, Mascali.

L’ estate e’ rovente e Milo lavora come manovale presso un principale edile mastro del paese, Don Paolo.

E’ un lavoro duro ed ingrato per Milo che dopo varie peripezie ha dovuto abbandonare l’ universita’ in informatica per una serie di eventi e calamita’ che lo hanno costretto a ripiegare su condizioni di vita piu’ umili ed umilianti per un genio del suo calibro.

Infatti il suo boss e’ un mastro/maestro nella ignobile arte dell’ impartire lezioni di penose umiliazioni alle ultime ruote del carro sociali che gli si passano per le mani.

Un coglione Don Paolo, anch’ egli sofferente per l’ estate afosa che sta passando un po’ tutti per i suoi bagnaticci fili spinati, ma piu’ sofferente di tanti altri e perfino di Milo stesso poiche’ vive un inferno da piu’ di dieci mesi , infatti la moglie sta minacciando di lasciarlo ed ovviamente non gliela da’ ne’ gliela fa annusare.

E’ esaurito e si sfoga comandando. D’altronde un proverbio siciliano recita: “U cumannari e’ meggliu do futtiri” , cioe’ comandare , dare ordini, e’ meglio di fare sesso. Sara’ .

Don Paolo sa che Milo ha ben diverse aspirazioni da quelle di una carriera nella muratura ma servendogli schiavi e non persone non perde tempo nello sminuire le capacita’ di Milo, dandogli dell’ accattone informatico, del randagio acculturato, del clandestino con tastiera sotto il braccio.

Milo e’ nato ingenuo, leale, onesto. E questi pregi gli si riveleranno fatali come cari amici e care amiche lettrici avrete modo di leggere nel corso di questa novella.

Un giorno vedendo il suo boss disperato perche’ non riesce a sapere dalla moglie se ci sia un altro uomo dietro, ne’ avendo con tutte le sue conoscenze ed il suo tempo modo di scoprirlo, Milo si offre al suo Boss come il suo “salvatore”. Sara’ Milo a porre fine all’ angoscia del suo principale dai modi sgarbati ed efferati, lavorativamente parlando, dandogli la speranza di avere finalmente una risposta dopo quasi un anno vissuto in una lenta agonia e in un atroce patimento ?

Milo installera’ un keylogger nel computer della moglie di Don Paolo e il file generato rispondera’ a tutti i dubbi di quest’ultimo, sollevandolo infine dal suo pesante fardello.

Don Paolo senza esaltare assolutamente il ragazzo accetta di buon grado.

I due così in una sera , quando la moglie ed i figli sono fuori casa in maniera certa, si recano presso la postazione telematica della donna. Milo porta con se’ solo un floppy disk, siamo nel 2003 ricordo ai nostri lettori. Il keylogger viene perfettamente installato in maniera invisibile sulla macchina “nemica”. Milo dice al boss che dovranno ritornare non piu’ di dieci giorni dopo a “prendere” il file che si sta per generare, o serviranno piu’ floppy per tirare fuori il tutto e , quindi, piu’ tempo.

Circa dieci giorni dopo con un altro blitz , l’ ingenuo , ma non tanto, Milo viene prelevato da Don Paolo per completare la missione. E’ sabato. I due si recano di nuovo presso il computer della donna. Milo riesce a far entrare il file generato su un floppy vuoto, tagliando qualche parte che a prima vista non sembra avere dialoghi. La Missione riesce. Milo , coglione, consegna a Don Paolo il suo floppy.  I due si salutano.

Lunedì.

Lunedì Don Paolo arriva al cantiere sorridendo. Gia’ cosa strana di per se’ . Chiama suo cognato e Milo. Dice ai due che la moglie ha confessato, c’e’ un altro uomo e sa perfino chi e’ , e di dove questa persona sia. Non solo. Dice a Milo che nel file non c’e’ scritto niente di interessante, indirizzando lui , la sua competenza ed il suo blitz ad un nulla di fatto. La vita di Don Paolo da quel momento cambiera’ in meglio avendo consapevolezza che la moglie era una troia, che lo stava tradendo con un minchione , forse meglio di lui diremo, e guardando al suo orizzonte con la volonta’ di uomo che vuole ricominciare una nuova vita con una nuova compagna e una nuova casa.

Milo , coglione, non capisce rimanendo esterefatto, tuttavia le condizioni di lavoro miglioreranno di lì a poco mandando affanculo Don Paolo per un altro lavoro.

Qual e’ la morale della favola di questa storia ?

E’ stato Milo con il suo hacking a mostrare in maniera certa la verita’ a quel gran farabutto, che da lestofante e mentecatto quale e’, ha ben pensato di non dare nessuna soddisfazione al lavoro altamente professionale di Milo. Da mesi , quasi un anno, nessuno e’ riuscito a sapere nulla, sabato il miserabile ha avuto il file, lunedì l’ ignobile sapeva tutto perche’ , a suo dire, la moglie, bella e troia, gli aveva “spontaneamente” confessato tutto, perfino rivelando tutto su questa persona che lo aveva sostituito nel suo letto.

La moglie gli stava mentendo e stava nascondendo la sua doppia vita, ma lui non era certo meno ignobile di lei, perpetrando con disonesta’ i suoi sporchi fini pur di avere in pugno la verita’ , con ogni mezzo necessario.

Ecco la morale.

Onesta’, lealta’ e professionalita’, non sono piu’ pregi in questa societa’ che popoliamo, ma sono difetti.

Sono difetti che danno problemi, conducono all’ umiliazione, alla calunnia, alla maldicenza, e ti relegano con le catene a marcire in un sottobosco di qualunquismo e mediocrita’ con il ruolo di capro espiatorio.

La vita puo’ cambiare in un momento in meglio o in peggio, ma la stragrande maggioranza degli individui che popolano ed alimentano le ruote di questa societa’ non cambiera’ mai se non marcendo , diventando polvere per vermi, i vermi esseri meno ignobili di quelli che mangiano man mano che si decompongono, e di quelli che sfruttano ed umiliano il loro prossimo, i c.d. “cristiani”.

Io non sono piu’ cristiano e questo per me e’ stata una liberazione da tutte le bugie e contraddizioni cosmiche che questa religione semita professa.

Che senso ha essere cristiani oggi come ieri ?

Guardando come i cristiani hanno ridotto l’ Occidente, la Societa’ e loro stessi, non vedo altro senso se non la loro voglia di estinguersi, di farla finita, i nodi che vengono al pettine.

Perfino la recente vignetta di Charlie Hebdo fa loro male, trattando quella scomoda verita’ che tutti loro si sforzano quotidianamente di rifiutare, allontanare da se’.

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“Non e’ colpa nostra, e’ del terremoto.”

Vi sbagliate. E’ colpa vostra, l’ illegalita’ e’ colpa vostra, e’ colpa di chi avete votato e vostra che li avete votati da 80 anni , senza sosta, democratici e comunisti, due sporche facce della stessa medaglia.

E’ colpa della democrazia che permette a qualsiasi mentecatto ignorante e farabutto di candidarsi ed essere eletto.

E’ colpa di questa societa’ che premia i costruttori che vanno al risparmio sui materiali per le costruzioni e i raccomandati e corrotti nella pubblica amministrazione di certificare come “buone” quelle opere che andranno giu’ come castelli di sabbia, vasi d’ argilla, barchette ed aereoplanini di carta.

Cio’ che e’ rimasto in piedi senza andare giu’ e’ stato costruito durante il fascismo, l’ era del bene comune che e’ andata perduta per via di un leader dai buoni propositi, dall’ ottima propaganda ma dal pragmatismo assente e dalla visionarieta’ idiota e slegata totalmente dalla realta’.

Istituto Minozzi
Istituto Minozzi fondato da Padre Minozzi che non era un fascista,ma aveva, in compenso, un gran bel rapporto con Benito Mussolini, e molte delle cose che il Sacerdote riuscì a fare ebbero il sostegno incondizionato del Duce. Dopo il primo nucleo dell’Orfanotrofio, risalente al 1919, durante il Ventennio la struttura si allargò enormemente.

Tornera’ il fascismo in chiave evoliana , superfascismo, o faremo bene ad incominciare a popolare le fogne perche’ e’ lì che la mia razza si sta dirigendo per rintanarsi ora che la punizione per la loro eta’ menzognera sta incominciando pian piano a dipanarsi.

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