LA BATTAGLIA DELLE ACQUE NERE

[AGGIORNAMENTO- INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO REGIONALE SICILIANO]

Chi tra voi non sfrutta le belle giornate di sole per farsi una corsetta da Mascali a Fondachello, percorre a piedi passeggiando o correndo per….

[di Alnytak]

…il Viale Immacolata, Via Mario Amato, Via Parallela, Via Torrente Vallonazzo, Via Pietralunga, Via Spiaggia, magari con al guinzaglio il proprio cane, e crede di trascorrere in maniera spensierata delle tranquille ore di sport, relax, aria pura…
Ma ad un tratto come una bruttura visiva appaiono chiazze gialle in quelli che dovrebbero essere piccoli prati, o cigli della strada incolore, e così dietro di essi, verde morto, canneti essiccati, e paglia, tanta paglia…..
E penserete: Ma questo e’ l’ Inverno o l’ Inferno ? O non penserete affatto…come d’altronde sempre molti di voi sono e sono stati abituati a fare da decenni…

Non sono di molti giorni fa le congratulazioni all’ assessore al Verde per aver “pulito dalle erbacce” molte aree pubbliche del Comune di Mascali che da queste congratulazioni siamo precipitati prepotentemente in una tragedia moderna.
Era cosa nota ad alcuni cittadini, e cosa risaputa tra i dipendenti comunali, che le erbacce che infoltiscono i suoli pubblici vengono trattate dal Comune con l’ uso di diserbanti.
Purtuttavia la legge vieta e regola in maniera specifica l’ uso di questi erbicidi.
Nello specifico l’ erbicida diserbante acquistato ed utilizzato dal Comune di Mascali contiene il Glifosato.
Molti di voi non sanno che accidenti e’ questo glifosato, ma il fatto che nemmeno coloro che ci amministrano conoscano gli effetti del glifosato nell’ ambiente e di come questo influisca sulla vita e sulla qualita’ della vita dei suoi cittadini e’ gravissimo.

E’ altamente visibile l’uso dei diserbanti chimici negli spazi pubblici, ai piedi degli alberi, lungo i marciapiedi e i muri, da sud a nord da est ad ovest in tutto il perimetro del nostro territorio,

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, infatti appaiono strisce o interi prati di erba gialla disseccata sul nascere da prodotti chimici, la domanda che viene spontanea in questi casi è: ma se l’erba muore, questi prodotti potrebbero avere effetti pericolosi anche per la salute umana?
Oggi sappiamo che la rivoluzione operata dalla chimica a partire dagli anni cinquanta del secolo scorso ha creato non pochi problemi collaterali e si sta scoprendo che molti prodotti considerati sicuri siano in realtà pericolosi, anzi pericolosissimi. Ad esempio il Glyphosate, il principio attivo del diserbante più usato al mondo, il cui maggior produttore e’ la famigerata Monsanto, è stato dichiarato dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) come “probabile cancerogeno per l’uomo”, e quando dicono probabile e dicono Monsanto significa una cosa sola: morte o malattia certa.
E’ stata trovata una “associazione positiva tra il linfoma di Hodgkin e l’ uso di Roundup”, ha concluso dopo attente ricerche alla fine dello scorso anno , il California’s Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA).
Il Glifosato e’ stato aggiunto alla lista dei prodotti chimici noti per causare cancro . Questa decisione è una buona notizia per le 37 cause legali consolidate solo lo scorso Novembre nel Nord della California, dove sono state presentate le prime cause per le vittime di cancro contro Monsanto.

In ogni caso l’uso di prodotti diserbanti nel verde pubblico è da considerarsi senza senso logico. Parchi e giardini sono nati nelle città per garantire alla popolazione dei luoghi dove poter svolgere attività ricreative in sicurezza; ma quale sicurezza si può dare se non sappiamo gli effetti nel tempo delle sostanze chimiche nei confronti degli esseri viventi ? Inoltre, si dimentica che la vegetazione deve produrre bellezza che male si coniuga con l’aspetto triste dei giardini dopo l’impiego di questi prodotti. In sostanza le chiazze gialle di erba morta sono sicuramente peggiori di questa da viva. Insensatezza, follia da sconsiderati, sono le vostre periodiche aspersioni di diserbanti sul suolo pubblico, vicino a campi agricoli, aree verdi protette, marciapiedi, scuole, impianti idirici….

Tuttavia lascia increduli che non vengano rispettate nemmeno le Leggi in materia sulla nostra sicurezza. Infatti con il D.M. 22 gennaio 2014, “Adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” emanato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 febbraio 2014, n. 35 sono entrate in vigore le nuove norme che stabiliscono, in un un quadro di Azione Comunitaria, le priorità di intervento nei confronti dell’ Ambiente.

In particolare l’art. A.5.6, “Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili” elenca le aree sensibili urbane: “parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative,…”. Mentre l’art. A.5.6.1, “Utilizzo dei prodotti fitosanitari ad azione erbicida” stabilisce senza ombra di dubbio che: “i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi nelle zone frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, indicate al precedente paragrafo A.5.6” .

Se il buon senso e le Leggi non servono, di cosa c’è bisogno per bandire i diserbanti dal verde pubblico? Inoltre non sarebbe meglio utilizzare questi soldi per far lavorare uno o due ragazzi e toglierli dalla strada ? Se la Politica e in questo caso il Comune non provvede alla salvaguardia e alla prosperita’ dei membri della sua comunita’ chi altro deve provvedere a queste cose essenziali ?

Sappiamo che Il Comune tiene immagazzinati diversi fusti contenenti decine di litri di Roundup 450 Plus, potente erbicida della Monsanto, meglio qui conosciuto come Rodeo, abbiamo le determine che ne prevedevano l’ acquisto:

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In ogni caso quale e’ la giustificazione per un simile deposito presso l’ ex Macello Comunale sito in via Carlino, che dista pochi metri dall’ impianto idrico generale e persino da una scuola elementare ?

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Questa e’ follia. Ci sono tutti i parametri per configurare la tentata strage. In questi tempi bui di terrorismo, e consapevolezza della c.d. materia della Terra dei Fuochi.
Perche’ e’ questo che state perpetrando nel nostro territorio, malattie e morte.
E’ ormai cosa provata ed accertata la mancanza di affissione di avvisi , e/o anche a mezzo telematico, per comunicare ai cittadini il “trattamento” che viene effettuato in notturna, come l’orario di  pubblicazione di questo post vuole simbolicamente “effettuare”.
Ma d’altronde come possono comunicare che stanno seminando :
mutazioni genetiche, danni irreparabili ai feti, inquinamento delle falde acquifere, tossicita’ nelle colture agricole locali, avvelenamento di cani, gatti, uccelli, api, rischio per la sicurezza di lavoratori ed utenti come bambini.

L’ espansione del veleno tossico nel terreno avviene non in maniera perpendicolare, cioe’ come quando una mela cade da un albero, ma con effetto ombrello. Questo e’ facilmente e scientificamente spiegabile quando prendete ad esempio un biscotto Plasmon e perpendicolarmente in verticale lo inserite in un bicchiere ad esempio di birra messina per un quarto della sua superficie. Fermi così, su quel quarto di biscotto plasmon e aspettate qualche secondo. Vedrete che la birra messina iniziera’ a risalire su per il biscotto. Non perche’ voglia sfidare la legge di gravita’ ma perche’ i fluidi si muovono/filtrano in questo modo sui solidi non impermeabili, cioe’ riempiendo le loro cavita’ interne, espandendosi, filtrando. Ecco perche’ i canneti che prosperano in un habitat paludoso, quindi ricco di acqua, risultando così piu’ sensibili alle sostanze ivi contenute piu’ di altre piante, sono essiccati. Tra l’ altro andando a contaminare un’ area protetta come La Gurna. In questo paese la follia e’ come un -Nothingness without end- .

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La storia dell’ Agente Arancio inizia dalla guerra in Vietnam e Sud Corea, sempre ad opera della Monsanto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/18/guerra-in-vietnam-corte-suprema-seul-acne-chimica-causata-da-agente-arancio/659224/

https://it.wikipedia.org/wiki/Agente_Arancio

Come mai questa amministrazione, formata da illustri membri della nostra comunita’ , e oriundi come la Dott.ssa Silvestro Virginia (medico di famiglia), non conosce questa storia macabra che va avanti da quasi un secolo ?

Ci considerano forse vietnamiti , Noi , i nostri figli, i nostri nipoti ?

E che dira’ mai il Consigliere Nigrì ,impavido difensore dei bambini nelle scuole, o il Consigliere Veronica Musumeci, sagace attivista in difesa dei diritti degli animali ?

O Alberto Gaetano Cardillo ? Inzuppera’ anche lui un biscotto plasmon nella birra messina al fine di goderselo nel palato ed oltre ?

O I TG locali… quegli squallidi siparietti da enoteca montanara.

A dirla tutta solo tre consiglieri (durante riunioni di maggioranza,n.d.R.) si sono opposti a questa pratica del diserbante: Carlo Galati, Agata Cardillo, e il Presidente del Consiglio Giuseppe Priolo. Mentre tutti gli altri, muti e pipa.

Se avete o avete avuto o avrete grazie alle nostre preziose ricerche, ai documenti trovati, alle prove da Noi esibite, un familiare che si e’ ammalato ed e’ vittima dei tipi di cancro qui descritti, abitante e residente in questa Citta’ allora potete benissimo intentare una causa contro il Comune di Mascali per uso “spregiudicato” e non regolato di diserbante composto da agente chimico glifosato noto per causare mali tra la popolazione.
La stima dei danni subiti da una singola vittima puo’ arrivare a superare una cifra come un milione di euro.

Nel frattempo avvisiamo le autorita’ preposte, nonostante ci dicano che il nostro Sindaco e’ intoccabile perche’ “protetto” dai miliziani, e che il suo Ingegnere Capo e’ un intoccabile perche’ figlioccio del Procuratore , e che Io sono intoccabile perche’ cugino di secondo grado di Ettore Majorana.

Ma Io mi chiedo.. se queste persone hanno dei figli, dei nipoti ? Che cosa sono se non sono degli esseri umani ?

Le fonti della nostra sicurezza in questa materia non provengono da facebook, dove molti di voi coltivano la propria ignoranza, ma dal New York Times,

https://encrypted.google.com/#q=ny+times+glyphosate

dalle acclamate ricerche del pediatra Rodolfo Paramo e da Claire Robinson, portavoce di Earth Open Source e co-autrice del rapporto “Roundup and birth defects: Is the public being kept in the dark?-Roundup e difetti alla nascita : Perche’ il Pubblico e’ tenuto all’ oscuro ?-“,

http://earthopensource.org/earth-open-source-reports/roundup-and-birth-defects-is-the-public-being-kept-in-the-dark/

e da svariate recensioni scientifiche.

Tutto materiale che possiamo produrre visto che ci sono degli incapaci al comando che non si fanno domande o scrupoli , non cercano le banalita’ essenziali che devono precedere l’ uso di siffatti veleni chimici nell’ ambiente.

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Quel prodotto comprato sotto il nome di Rodeo in realta’ e’ Roundup 450 e contiene il GLIFOSATO, un “erbicida totale” che, come dimostrato da numerose ricerche, causa malformazioni genetiche nei feti degli animali da laboratorio. I ricercatori hanno analizzato per diversi mesi le colture geneticamente modificate in cui si usa il Roundup, riscontrando grandi quantità di un agente patogeno che può causare aborti e malformazioni alla nascita negli animali. Queste ricerche sono partite da studi effettuati sull’alto tasso di malformazioni genetiche e cancro nella popolazione sudamericana, una delle aree al mondo in cui si usa maggiormente la soia Ogm Roundup nata proprio per tollerare elevate quantità del diserbante omonimo.

Ecco cosa spruzzate per togliere l’erba dove passiamo noi, i nostri bambini e i nostri animali.

Senza contare che questo veleno filtra nella terra fino a raggiungere le falde acquifere, con tutto ciò che ne deriva, come precedentemente descritto.

L’ Assessore alla Salute e all’ Igiene e’ sbalorditivamente un medico di famiglia ma non dovrebbe stare a curare nemmeno i criceti.
Infatti….VORRA’ FORSE CONTRADDIRMI QUANDO DICO CHE:
il cancro è una malattia multicausale: nel corso della vita di un individuo le sue cellule vanno incontro a mutazioni genetiche e quando più mutazioni si sommano in una stessa cellula questa può perdere il controllo e iniziare a moltiplicarsi più rapidamente della norma. Oggi respiro un po’ di benzene lungo la strada e una parte del DNA di una cellula cambia; domani tocco un fiore diserbato e mettendo le mani in bocca induco un altro cambiamento a quella cellula, da considerare anche un’ area vulcanica come la nostra , ricchissima di Radon, la cui radioattivita’ e’ di per se’ pericolosa, poiche’ nel tempo le mutazioni potrebbero essere talmente tante da fare impazzire la cellula causando il suo moltiplicarsi in maniera abnorme. Se la massa di cellule nata da questa proliferazione rimarrà ferma nella sua posizione originaria formerà un tumore benigno, ma se le cellule mutanti perderanno anche il controllo di posizione allora la loro proliferazione diventerà invasiva e si diffonderanno nel corpo dando “vita” al tumore maligno, il c.d. cancro.

Non basta dire che la cosa è “ininfluente perché da sola può provocare una sola mutazione”, perché sommata a tutti gli altri inquinanti il contributo di ogni singola sostanza diventa letale, e ancora piu’ letale vista l’imponente letteratura scientifica sull’ agente chimico contenuto nel RoundUp, il glifosate.

Gli operatori ecologici che vanno a tagliare e/o rimuovere l’ erba “infetta” dal Roundup vanno incontro ad intossicazioni del sangue elevate, le minuscole particelle di erba mista al Roundup penetrano nei loro polmoni, e così nel sangue. Abbiamo saputo di un operatore che , infatti, si e’ sentito male dopo esser stato a contatto con l’ erba trattata a Fondachello. Questo solo qualche settimana fa.

Ci chiediamo: perche’ hanno aperto una guerra chimica così potente contro l’erbaccia , mettendo a rischio centinaia di vite innocenti? Ne vale la pena ? Solo perche’ a modo loro risparmiano tempo e operai con il decespugliatore ? Non dovrebbero pensare di prendere scorciatoie, fare i furbi, visti gli effetti del diserbante su tutti noi, ma soprattutto SU QUELLI CHE ANCORA DEVONO NASCERE.

E’ così che il Sindaco si prende cura del territorio? Avvelenandolo ? Un incosciente…

L’ ignoranza produce criminalita’ allo stesso modo di come l’ andar del tempo e dell’ uso continuato di Rodeo o RoundUp crea una generazione di “super-erbacce” resistenti sia al principio chimico in questione sia agli altri prodotti sul mercato, un processo di adattamento darwiniano accelerato dagli abusi compiuti sulla vegetazione – fa notare Mike Owen docente alla Iowa State University. Ecco che altro stanno facendo, scellerati.
Una sua frase in particolare dovrebbe stringere quel gigantesco stomaco che si ritrovano sotto quel petto dove non sappiamo a questo punto se esista un cuore:

“È la singola maggiore minaccia alla produzione agricola che abbiamo mai visto, e quindi anche all’ uomo stesso.”_______Mike Owen
Ora, immaginate le cause che si potranno aprire contro il Comune di Mascali dopo questo,
dopo la Battaglia delle Acque Nere. Il titolo vi faceva ridere ? Siamo stati buffi abbastanza ? Vi facciamo ridere ? Vi divertiamo?

Davvero uno scenario da vivida allucinazione che portera’ al collasso il Comune in maniera definitiva.

Qui i punti salienti dei testi di legge infranti , a nostro avviso, dal Comune, oltre quelli della mancanza di patentino,eh si..ci vuole il patentino, o di un registro che annoti il tutto….infatti:

Dal 26 novembre 2015 per acquistare e utilizzare prodotti fitosanitari per uso professionale come insetticidi, fungicidi, diserbanti ecc. sarà indispensabile possedere il PATENTINO, e rivolgersi a DISTRIBUTORI AUTORIZZATI. L’impiego di prodotti fitosanitari per uso professionale sarà consentito solo ad UTILIZZATORI PROFESSIONALI in possesso di un certificato di abilitazione, il patentino, appunto. Il certificato sarà necessario quindi per l’acquisto e l’utilizzo della quasi totalità degli attuali prodotti fitosanitari a prescindere dalla loro classificazione di pericolo. Cambia anche l’etichetta delle confezioni di prodotti fitosanitari, di seguito il raffronto della vecchia e della nuova etichetta con classificazione CLP.

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E il trattamento in aree frequentate dalla popolazione:

Il Decreto Legislativo 194_del_17_marzo_1995 impone:
4. Condizioni per l’autorizzazione di prodotti fitosanitari e riconoscimento degli enti e degli
organismi abilitati alle prove e alle analisi.
1. Un prodotto fitosanitario può essere autorizzato solo se:
a) le sostanze attive in esso contenute sono iscritte nell’allegato I e sono soddisfatte le condizioni ivi stabilite nonché quelle di cui alle lettere b), c) d) ed e) in applicazione dei princìpi uniformi di cui all’allegato VI;
b) è accertato, alla luce delle conoscenze tecnico-scientifiche, e dimostrato dalla documentazione di cui all’allegato III, che, utilizzato in conformità all’articolo 3, commi 3, lettera c), e 5 e tenuto conto delle condizioni normali di impiego e delle conseguenze dell’utilizzazione:
1) è sufficientemente efficace;
2) non produce effetti inaccettabili sui vegetali o sui prodotti vegetali;
3) non provoca sofferenze e dolori inaccettabili ai vertebrati da combattere;
4) non produce effetti nocivi in maniera diretta o indiretta, sulla salute dell’uomo o degli animali o sulle acque sotterranee;
5) non produce effetti inaccettabili sull’ambiente, in particolare per quanto riguarda il suo destino e la sua distribuzione ambientale, con riferimento particolare alla contaminazione delle acque, comprese quelle potabili e sotterranee, nonché l’impatto sulle specie non bersaglio;
c) è possibile determinare la natura e la quantità delle sostanze attive in esso contenute e, ove occorra, delle sue impurezze e degli altri componenti significativi dal punto di vista tossicologico ed ecotossicologico, con adeguati metodi stabiliti in sede comunitaria o, in mancanza, riconosciuti dal Ministero della sanità;
d) è possibile, con adeguati metodi di uso corrente, determinarne i residui di rilevanza tossicologica ed ambientale derivanti da un impiego autorizzato;
e) le sue proprietà fisico-chimiche sono state determinate e giudicate accettabili per garantire un’utilizzazione ed un magazzinaggio adeguati;
Recentemente i legislatori hanno inasprito la severita’ giurisprudenziale sulla materia stabilendo con il D.Lgs. 150/12; DM 22/01/2014:
PRECAUZIONI USO PRODOTTI FITOSANITARI
Utilizzatori per conto terzi di prodotti fitosanitari, a partire da 26/11/2015 debbono:
– Informare preventivamente il soggetto presso cui effettuato il trattamento circa “implicazioni sanitarie ed ambientali derivanti dalla distribuzione prodotti fitosanitari” (rispetto intervalli di sicurezza; eventuali misure di mitigazione del rischio; eventuale necessità di segnalare esecuzione del trattamento a persone esposte al rischio);
– Annotare sul registro dei trattamenti, conservato presso azienda agricola di intervento, i trattamenti eseguiti, o compilare apposito modulo (in cui riportare informazioni sul trattamento eseguito) da fornire ad azienda, che deve allegarlo al registro dei trattamenti;
– Compilare registro di carico e scarico, dove riportare quantità dei singoli prodotti fitosanitari acquistati e poi distribuiti presso i diversi clienti;
– Riportare in fattura, oltre al costo del servizio reso, tipo, quantità e costo di prodotto fitosanitario eventualmente acquistato e distribuito per conto terzi;
– Essere in regola con norme vigenti in materia di deposito dei prodotti fitosanitari.
Ministero Ambiente, entro 12/02/2016, adotta criteri ambientali minimi da inserire nelle gare di appalto per esecuzione di trattamenti fitosanitari lungo strade statali ed autostrade, quali:
· Valutazione dosi di impiego, in rapporto a specie presenti, loro sviluppo e sensibilità;
· Uso di diserbo meccanico e fisico in sostituzione di quello chimico, in particolare su cigli e scarpate stradali adiacenti ad aree abitate o frequentate da popolazione, nonché in aree limitrofe a stazioni di servizio con punti di ristoro. Tecniche comunque in grado di evitare crescita di malerbe (Pacciamatura verde), anche per evitare insorgenza di resistenze causate da uso continuo di uno stesso principio attivo;
e) Vi è obbligo di:
1) Avvisare popolazione, mediante apposizione di cartelli indicanti: sostanza attiva utilizzata; data di trattamento; durata del divieto di accesso ad area trattata (non inferiore a tempo di decadenza indicato in etichetta del prodotto fitosanitario usato, comunque superiore a 48 ore);
2) Eseguire trattamenti in orari di minor disagio per popolazione.
Utilizzatori professionali debbono, a partire da 01/01/2015, rispettare seguenti disposizioni in materia di:
a) Stoccaggio dei prodotti fitosanitari:
· Attuato in ambiente chiuso, ad uso esclusivo. Vietata presenza in tale locale di altri prodotti od attrezzature, se non connessi a questi (compresi concimi in miscela con essi), o contenitori vuoti, o prodotti scaduti o non utilizzabili, salvo caso di loro collocazione in aree identificate del deposito, anche tramite delimitazione con parete metallica (o armadi in caso di piccoli quantitativi). In tale area sempre esclusa detenzione di alimenti o mangimi;
· Deposito dotato di attrezzature idonee per tamponare e raccogliere eventuali sversamenti accidentali, acque di lavaggio, residui di prodotti fitosanitari, in modo da evitare rischio di contaminazione di ambiente, acqua, rete fognaria;
· Deposito/armadio ubicato in modo da rispettare disposizioni in materia di protezione delle acque e garantire adeguato ricambio di area (aperture comunque protette da griglie per impedire entrata di animali);
· Deposito/armadio mantenuto asciutto, al riparo da pioggia e da luce solare, a temperature che non possono alterare i prodotti fitosanitari confezionati o creare condizioni di pericolo;
· ripiani del deposito/armadio in materiale non assorbenti e privi di spigoli taglienti;
· prodotti fitosanitari stoccati nei loro contenitori originali, con etichette leggibili;
· conservare nel deposito/armadio adeguati strumenti per dosaggio prodotti fitosanitari (bilance, cilindri graduati), da pulire dopo ogni uso;
· accesso a deposito/armadio consentito solo ad utilizzatori professionali;
· deposito/armadio munito di porta con chiusura di sicurezza ed assenza di altre aperture accessibili dall’esterno;
· deposito/armadio mai lasciato incustodito quando è aperto;
· applicare su parete di deposito/armadio cartelli di pericolo, mentre presso entrata riportare, in modo ben visibile, numeri di emergenza.
· imballaggi vuoti di prodotti fitosanitari riposti in contenitori specifici, ben identificabili ed ubicati in area separata all’interno del deposito.
· La miscela residua presente a fine trattamento nel serbatoio, circuito idraulico, filtri, distribuita quanto prima, previa eventuale diluizione, su coltura per cui prodotto autorizzato (garantire sempre rispetto indicazioni in etichetta), o conservata in azienda per essere poi conferita ad operatori iscritti in Albo Nazionale gestori rifiuti o autorizzati allo smaltimento.

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