OPERAZIONE OVERLORD: IL PORTO DI RIPOSTO_up1

Ricordo che era il 1979 quando il defunto ex Senatore Santi Rapisarda disse ad un nostro amico che tutto era pronto per avviare l’ iter per trasformare il Porto di Riposto in Porto Turistico…

Da quel tempo molta acqua di fogna passo’ nelle tubature ioniche che da sempre hanno sfociato sul nostro litorale, da S.Anna a Riposto, ma si il Porto Turistico venne completato e consegnato intorno al 2001.

Un affare miliardario di portata stratosferica, dove furono messe le mani di chiacchierati politici e di chiacchierati imprenditori, e tuttora dopo ben 16 anni non e’ per niente facile disegnare e scrivere uno schema preciso di chi e’ davanti e chi e’ dietro chi.

Brandelli di informazioni che speriamo nel tempo di connettere al fine di esporre un quadro chiaro di quello che per tutti questi anni e’ rimasto totalmente nel buio ma che tuttavia ha illuminato e di parecchio gli account bancari di molti dei personaggi implicati dentro questo enorme , gigantesco affare che ancora cresce e pretende di espandersi monopolizzando cio’ che rimane di -non assegnato- nel porto stesso.

Pare che l’ ex senatore Rapisarda, ormai deceduto da un pezzo, ma allora Sindaco di Riposto fu quello che coordino’ il Project Financing per la Costruzione del Porto Turistico , lavori e appalto finale consegnati ad un imprenditore, tale Sig. Giuseppe Zappala’. Quindi, fu assegnato l’ appalto con affido diretto, senza vagliare nessuna possibilita’ per una gara al fine di assegnare lavori e affidamento dell’ opera completa a ditte migliori con affido temporaneo minore, e questo per evitare un monopolio come quello attuale. Si, perche’ l’ affido dell’ opera alla Societa’ Marina di Riposto o derivate, dove oltre Zappala’ , troviamo anche il Notaio Patti, che da illustre promotore del Porto Turistico della prima ora ora e’ un illustre dileguato della seconda ora(infatti il suo sito con la pagina di referenze sul Porto Turistico non c’e’ piu’ in apparenza), ed altre persone su cui stiamo indagando, ha una durata unica , sui generis, di trenta lunghi anni.

Mi trovavo a gustare una granita al pistacchio giorni fa al Bistrot del Porto con l’ amico , del primo rigo, che mi raccontava come tutto ebbe inizio, quando il gestore del Bar si avvicina al nostro tavolo riconoscendo sia me che lui , per assicurarsi che la granita sia di nostro gradimento. Il gestore , mezzo zoppo per un infortunio, ci dice che i pistacchi di Bronte hanno un costo veramente eccessivo e si lamenta con noi di questa cosa quasi surriscaldandosi. Così ho provveduto a raffreddarlo in maniera repentina dicendogli : “Questo avviene quando esiste un Monopolio…”. Bianco in faccia e ammutolito il tale va via zoppicando così per come era venuto. Che essere patetico…

L’ ex Senatore Rapisarda fu coinvolto in un’ inchiesta per una tentata vendita di banconote false (5000 dollari statunitensi) e fu arrestato il 3 aprile ‘ 95, poi venne assolto, ma questa notizia insieme ad altre sul suo conto sono sempre state tenute segrete dalla stampa locale per non infangare il suo nome e quello dei suoi soci in affari.

La segretezza di tutto , su cui pare ci sia anche lo zampino del famigerato Ex Ministro Salvo Ando’ e torno’  ,  ha avuto sempre necessita’ di un assoluto silenzio da parte della Stampa Locale.

La figlia di uno dei personaggi coinvolti nell’ affare, il Notaio Patti, infatti aprì una testata giornalistica locale, nota come liberajonianews.it , ora fallita, ma rimasta a galla per svariati anni non si sa bene per quali scopi, se non per quelli che qui stiamo scaraventandogli addosso: Vogliamo , quindi, supporre l’ipotesi che questa editrice, tale Stefania Patti, abbia aperto e poi chiuso la sua peraltro gia’ scarsa testata giornalistica, solo con l’ intento di manovrare e controllare l’ informazione locale ed avere assoldati quei quattro gatti che chiamiamo giornalisti locali, ma che quelli del nostro gruppo ritengono ed etichettano esclusivamente come appartenenti al rango di -sguatteri-.

Tuttavia, secondo questa vera illustre sorgente giornalistica non al soldo dei Patti , pare che i magistrati della Procura di Catania abbiano interrogato un tale di nome Enrico Maltauro su una vicenda collegata alla costruzione di Etnapolis,  un altro project financing di centinaia di milioni di euro. Maltauro sarebbe in connessione con i fratelli Basilotta, alle cui aziende la Maltauro Costruzioni aveva dato in subappalto dei lavori per ultimare Etnapolis. I Basilotta sono riusciti ad aggiudicarsi in questi anni importanti opere nel catanese, ma uno dei fratelli fu arrestato nel 2005 nel corso di un’inchiesta di mafia, poiche’ presunto prestanome della famiglia La Rocca, rappresentante del clan Santapaola_Ercolano. Ma cosa c’entrano questi personaggi con Riposto? Pare esista una denuncia per presunte irregolarità negli appalti del Porto di Riposto che riguarda la modalità di affidamento dei lavori a trattativa privata da parte del Dipartimento Infrastrutture. Proprio il Porto di Riposto ha destato e non di poco l’ attenzione dei magistrati, poiche’ e’ stato affidato a imprenditori legati alla Ira, oggi dei Maltauro, e alla Silva, oggi fallita, con ribassi ritenuti molto ma molto sospetti…

Prima di passare alla rassegna dei brandelli di informazione raccolti, che speriamo possano gonfiarsi nel tempo al pari degli stomaci ricchi d’aria di questi imprenditori del Monopolio dei Trent’anni, c’e’ un’ ultima cosa da descrivere.

L’ ala nord del Porto, o braccio nord , o primo bacino, o banchina nord, o come la volete chiamare chiamatela, e’ ancora chiusa, in attesa di progetto ed affido. Ovviamente la ricca Lobby del Monopolio lo vorrebbe tutto per se’ ancora una volta. Tuttavia in questo affidamento stanno cercando di entrare altri personaggi. uno di questi vorrebbe fare sì che diventasse un molo ad uso esclusivo di yacht, grandi yacht e velieri, ha fatto richiesta regolare, presso il Comune, la Capitaneria e la Regione, ma si e’ visto rispondere con uno studio di un ingegnere , di cui non ricordo il nome, che un’ onda anomala potrebbe urtare sul molo Est e “carambolare” sul molo Sud e poi su quello Nord, distruggendo così le barche e le strutture, con una relazione rocambolesca, quanto la sua fantomatica onda, di ben 120 pagine o giu’ di lì. Complimenti. La Regione tuttavia oltre ad un nuovo progetto vorrebbe dei finanziatori (-$$$-) adeguati per realizzare i sogni legati all’apertura di questo braccio semi dimenticato.

FIG.1 [FIG.2-Presunta direzione dell’ Onda d’Urto]

Abbiamo trovato nel curiculum vitae di un tale Dottor Davide Romano quanto segue:

DOWNLOAD-davide-curriculum-vitae

[..]A Dicembre 1995 veniva trasferito presso la Capitaneria di Porto di  Catania nella quale sede veniva preposto alla Sezione Contenzioso Demanio, con particolare incarico alle attività di repressione dei reati a
danno del Pubblico Demanio Marittimo ed al recupero di indennizzi a titolo di rifusione erariale per pregresse occupazioni abusive. Nell’ambito del predetto incarico procedeva al recupero di circa 4  miliardi di lire a titolo di indennizzi per la rifusione erariale, in  relazione al quale l’ispezione IGF aveva precedentemente espresso rilievi sull’operato del Compartimento Marittimo di Catania.
Nell’ambito dell’incarico di Capo Sezione Demanio procedeva – quale Ufficiale Rogante – alla direzione dell’istruttoria relativa alla redazione di un Atto Formale trentennale alla Società Marina di Riposto – Porto dell’Etna – S.p.A. per la realizzazione di un Porto Turistico all’interno del Porto di Riposto conforme al P.R.P del citato sorgitore redatto dall’Ufficio del Genio Civile per le OO.MM. di Palermo. […]

Analizzando il Sito Internet del Porto dell’ Etna- Marina di Riposto non si trova NESSUNA INFORMAZIONE SU CHI DIRIGA QUESTA SOCIETA’, a chi appartenga questa societa’ e come vengano divise le quote amministrative e sociali, non lo trovate strano ?

Ecco dal Whois Internet Pubblico quello che salta fuori dalla query:

Domain Name: portodelletna.com
Registry Domain ID: 29754871_DOMAIN_COM-VRSN
Registrar WHOIS Server: whois.ovh.com
Registrar URL: http://www.ovh.com
Updated Date: 2016-06-07T13:30:09.0Z
Creation Date: 2000-06-22T12:04:14.0Z
Registrar Registration Expiration Date: 2017-06-22T12:04:13.0Z
Registrar: OVH, SAS
Registrar IANA ID: 433
Registrar Abuse Contact Email: abuse@ovh.net
Registrar Abuse Contact Phone: +33.899498765
Domain Status: clientTransferProhibited https://icann.org/epp#clientTransferProhibited
Domain Status: clientDeleteProhibited https://icann.org/epp#clientDeleteProhibited
Registry Registrant ID:
Registrant Name: Marina di Riposto Porto dell’Etna SpA
Registrant Organization:
Registrant Street: via Duca del Mare sn
Registrant City: Riposto
Registrant State/Province:
Registrant Postal Code: 95018
Registrant Country: IT
Registrant Phone: +39.095388583
Registrant Phone Ext:
Registrant Fax: +39.095388583
Registrant Fax Ext:
Registrant Email: nocontactsfound@secureserver.net
Registry Admin ID:
Admin Name: Boscarino Francesco
Admin Organization: Bizmate s.r.l.
Admin Street: V. G. Leopardi, 96
Admin City: Catania
Admin State/Province:
Admin Postal Code: 95127
Admin Country: IT
Admin Phone: +39.095388583
Admin Phone Ext:
Admin Fax: +39.095382521
Admin Fax Ext:
Admin Email: info@bizmate.it
Registry Tech ID:
Tech Name: Boscarino Francesco
Tech Organization: Bizmate s.r.l.
Tech Street: V. G. Leopardi, 96
Tech City: Catania
Tech State/Province:
Tech Postal Code: 95127
Tech Country: IT
Tech Phone: +39.095388583
Tech Phone Ext:
Tech Fax: +39.095382521
Tech Fax Ext:
Tech Email: info@bizmate.it
Name Server: dns108.ovh.net
Name Server: ns108.ovh.net
DNSSEC: unsigned
URL of the ICANN WHOIS Data Problem Reporting System:
http://wdprs.internic.net/
>>> Last update of WHOIS database: 2016-06-07T15:38:29.0Z <<<

# local time : Saturday, 03-Jun-17 14:08:07 CEST
# gmt time : Saturday, 03-Jun-17 12:08:07 GMT
# last modify : Tuesday, 07-Jun-16 17:38:30 CEST
# request from : 192.168.248.19:6863

Infine abbiamo trovato un’ interrogazione dell’ ex Sindaco di Riposto Carmelo D’Urso risalente al 2013 che pubblichiamo integralmente:

“Cari amici e compagni,

pubblichiamo l’interrogazione sull’affidamento del primo bacino del porto turistico presentata dal consigliere comunale Carmelo D’Urso e le deduzioni dello stesso consigliere su una stravagante istanza della società Marina di Riposto, che durante la campagna elettorale, come è notorio, ha sostenuto la candidatura del sindaco Caragliano. Restiamo in attesa delle risposte del Sindaco nel rispetto del termine previsto dall’art. 19 del Regolamento per l’esercizio delle funzioni del Consigliere comunale.

Il sottoscritto consigliere comunale richiama la Vostra attenzione sull’art. 26 della legge reg. n. 12 luglio 2011, n. 12, che qui integralmente si riporta:
1. Gli enti locali territoriali, per i porti turistici realizzati con finanziamenti pubblici da essi ottenuti e collaudati a partire dal decennio precedente alla data di entrata in vigore della presente legge, sono delegati dalla Regione ad espletare la gara di evidenza pubblica per l’affidamento della loro gestione in concessione.
2. Il bando deve prevedere come base d’asta il canone di concessione di cui alle vigenti disposizioni da corrispondere alla Regione maggiorato dell’eventuale offerta allo stesso in aumento. L’ente locale indica nel bando la somma che deve essere versata ogni anno dall’affidatario e che costituisce il corrispettivo dell’investimento pubblico determinato sulla base del piano finanziario di gestione da redigere a cura del medesimo ente locale.
Il testo è quello rettificato con l’avviso pubblicato sulla G.U.R.S. del 5 agosto 2011, P. I, pag. 75.
Ciò premesso, il sottoscritto chiede di conoscere se il Comune abbia provveduto alla redazione del piano finanziario di gestione previsto dal comma 2 dell’art. 26 della legge reg. n. 12/2011 sopra riportato e quindi al bando di gara per l’affidamento della gestione del primo bacino del porto turistico.
Nelle more della gara di evidenza pubblica il sottoscritto chiede che si provveda nelle forme di legge alla custodia della struttura senza affidare ad alcuna ditta la gestione provvisoria della stessa, perché ciò appare nettamente contrastante con le vigenti disposizioni e per nulla giustificato dai ritardi del Comune a due mesi dalla consultazione elettorale.
Il sottoscritto auspica il più rigoroso rispetto della legge anche perché siano fugati i dubbi di tanti sull’imparzialità dell’amministrazione comunale nella materia in oggetto
Il sottoscritto chiede urgente risposta scritta.
Riposto, 19 agosto 2013.
Al Comune di Riposto
nelle persone del Sindaco, degli Assessori, del Segretario generale e dei Titolari di P.O. ing. Orazio Di Maria, dott. Alfio Spinella, dott. Santo Alberto Patanè
Riposto

Oggetto: Porto turistico di Riposto. Primo bacino.
Procedimento ex art. 26 L.R. 12 del 12.7.2011.

La società Marina di Riposto Porto dell’Etna s.p.a. (in seguito denominata società), titolare della concessione di costruzione e gestione del bacino n. 2 del Porto turistico di Riposto, assentita con atto del 10 dicembre 2007, ha inviato all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente e al Comune di Riposto una nota recante la data del 21 maggio 2013, pervenuta a quest’ultimo Ente il 24 maggio 2013 e annotata nel protocollo del medesimo con il n. 7.745.
La nota è costituita da una lunga premessa, sulla base della quale la società ha formulato una richiesta che si articola in quattro punti.
Il sottoscritto ritiene doveroso, nella qualità di consigliere comunale, formulare le seguenti deduzioni:

Con riferimento al punto 2 della premessa:
La società considera di utilità comune per i due bacini, sia pure in proporzione al vantaggio da ciascuno riportato, le seguenti opere: a) molo centrale; b) torre di controllo; c) distributore e serbatoio di carburanti; d) sistemazione e intubazione del canale Jungo.
L’affermazione predetta può avere un senso solo con riferimento alla torre di controllo per l’ipotesi in cui l’affidatario del primo bacino intenda avvalersi della medesima opera. Il problema sorge comunque solo in seguito all’affidamento.
Il molo centrale è oggetto della concessione rilasciata alla società, nella quale rientra anche una striscia dello specchio d’acqua a nord del molo.
Le modalità di costruzione di tale molo non sono state tali da renderlo non riflettente e ciò ha indubbiamente accentuato i danni conseguenti alla eccezionale mareggiata del 2009.
Il distributore di carburante è gestito dalla società alla quale vanno gli incassi, anche quelli futuri provenienti dagli utenti del primo bacino. Ciò consegue alla circostanza che la vendita ha come destinatari tutti. Altrimenti detto: Se la società gestisce il punto vendita del carburante, nulla deve ad essa l’affidatario del primo bacino.
La sistemazione e l’intubazione del canale Jungo rientra negli oneri previsti dalla concessione e accettati dalla società per la realizzazione del secondo bacino.

Con riferimento al punto 7 della premessa:
L’interesse riconosciuto con la sentenza del 17.4.2012 del TAR di Catania riguarda il progetto del primo bacino.
La statuizione di cui alla sentenza potrebbe avere un senso con riferimento alle soluzioni tecniche progettate per gli effetti che potrebbero in qualche modo ripercuotersi sul secondo bacino, ma non certamente per il procedimento di affidamento della gestione del primo bacino, sicché appare del tutto infondata la pretesa di intervenire nel procedimento in ogni sua fase di svolgimento ai sensi della legge n. 241 del 1990 e della legge reg. n. 10 del 1991.

Con riferimento ai punti nn.8,9, 9 bis della premessa:
La pretesa della società di dettare i criteri da adottare per la redazione del piano finanziario appare del tutto infondata.
Il redattore del piano finanziario non è affatto tenuto ad adottare i criteri indicati dalla società e dovrà procedere muovendo dalla premessa che il primo bacino costituisca un’entità del tutto autonoma. Il che consegue alla circostanza che la Regione, concedendo il secondo bacino, ha ritenuto questo un’entità a sé stante. I due bacini, pertanto, costituiscono oggi realtà funzionali indipendenti l’uno dall’altro.

Con riferimento al punto n. 10 della premessa:
La pretesa della società è palesemente infondata.
Per metterne in rilievo l’infondatezza basta un esempio elementare. Si supponga che nella via Etnea di Catania sia iniziata un’attività per la vendita di una determinata categoria di oggetti e che questa vendita per la qualità dei beni abbia grandissimo successo. Se un vicino apre un esercizio per lo svolgimento di un’attività analoga, secondo la logica stravagante della società, dovrebbe pagare il “pizzo” al titolare del primo negozio per i vantaggi che dall’avviamento di tale negozio potrebbero derivargli. Nessuno potrebbe sostenere seriamente una tesi siffatta.
^ ^ ^
La società dichiara nella propria nota di insistere in via principale nell’istanza di conseguire la gestione senza gara del primo bacino ai sensi dell’art. 57, comma 2, lettera b), del D.Lgs n. 163/2006, recepito nell’ordinamento siciliano con la L.R. n. 12/2011, quale unico soggetto imprenditoriale in grado di erogare il servizio con le specifiche tecniche necessarie.
L’ipotesi prevista dalla disposizione sopra citata non ricorre affatto nella fattispecie concreta. La pretesa è semplicemente demenziale, sicché non occorrono parole per metterne in luce la manifesta infondatezza.
La gara di evidenza pubblica è prevista dall’art. 8 del decreto di finanziamento del primo bacino del porto turistico del 10 ottobre 2003 (Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, D.D. n. 1041/S5/Tur) e dall’art. 26 della legge reg. n. 12/2011.
^ ^ ^
Dall’esame sia pure succinto della nota della società emerge chiaramente l’inconsistenza delle osservazioni formulate e il loro carattere di pseudoargometazioni. Evidente appare il tentativo della società di fare stare in piedi i sacchi vuoti e di farli addirittura camminare. Berlusconi docet.
La società, con tracotanza, invoca il rispetto delle regole della concorrenza, dopo avere formulato la richiesta dell’affidamento ad essa del primo bacino per gestire in forma monopolistica l’intero porto turistico (il bacino avuto in concessione e quello realizzato dal Comune).
^ ^ ^
Ciò premesso, il sottoscritto chiede che siano rigettate le richieste della società. Chiede, inoltre, di conoscere dal Comune di Riposto quanto sino a questo momento sia stato fatto e quanto sarà fatto. Chiede, infine, di conoscere il nome del funzionario comunale responsabile del procedimento.
Si allega, per l’Assessorato, la copia della nota della società pervenuta al Comune di Riposto e della nota del sottoscritto in data 19 agosto 2013 inviata al Sindaco del Comune di Riposto e p.c. all’Assessorato.
Si chiede al Comune risposta scritta.
Distinti saluti.
Riposto, 28 agosto 2013.

 

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