GLI ORCHI E LA POLITICA

Capuana, un cognome che ricorda storie spensierate fanciullesche, ma che negli ultimi giorni invece balena dappertutto come il cognome dell’ Orco… Ed Orco degenerato con ombre nella politica dalle intercettazioni emerge come un ratto dalle fogne…

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Questo Capuana e’ padre di Daniele Capuana, fondatore di Scelta Giovane, un partito senza arte ne’ parte, satellite del PD. Molti mascalesi ricorderanno Daniele Capuana con i suoi trascorsi a Mascali.

Diceva di risiedere proprio a FONDACHELLO, lì la mattina molti lo vedevano correre, molti lo ricordano sul palco, sempre a Mascali, con il Sindaco di Catania Enzo Bianco, sempre PD, a fare la morale ai mascalesi, e poi andarsene a mangiare pesce di tutto gusto in qualche ristorante di Fondachello, ma anche a Motta S.Anastasia lo ricorderanno perche’ stava per diventare Sindaco, e Bronte perche’ grande amico di Firrarello e Castiglione.

Per il resto a seguire luoghi e fatti sono solo coincidenze, al momento….

 

————–RASSEGNA STAMPA:

http://catania.livesicilia.it/2017/08/04/la-setta-degli-abusi-i-verbali-minore-costretta-ad-abortire_427496/

LE TANE – Gli abusi sarebbero stati commessi nelle case di Bronte, Motta Sant’Anastasia e Fondachello di Mascali. La setta organizzava i “turni”, gli abusi sessuali erano programmati – secondo la ricostruzione dei magistrati – le adolescenti dovevano assicurare di non avere il ciclo mestruale.

 

DA LA SICILIA:

di Mario Barresi
[…]
In principio fu il “gruppo di Lavina”. Meno di una decina di persone, che nel 1973 – all’epoca del boom dei cosiddetti gruppi carismatici – fondarono il piccolo nucleo. Che si riuniva una volta a settimana e poi si rivedeva la domenica per la messa. Apostolato in ospedali e ospizi e catechesi con i sacerdoti inviati dai vescovi. «C’è la fede alla base della nostra attività – spiega un frequentatore di Lavina – ma l’associazione è laica». Tant’è che risulta registrata con codice Ateco 01.24: “Coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo”.
«Il nostro modello non è Rinnovamento dello Spirito», precisano. Anche se negli ultimi tempi, nell’associazione oggi presieduta da Massimo Bassi (stimato ingegnere catanese, ovviamente estraneo all’indagine) c’era un dibattito sull’idea di trasformare il cenacolo in un gruppo ecclesiale. Dentro cui c’è di tutto: magistrati, professionisti, avvocati; ma anche operai, casalinghe e disoccupati.
Tutto ciò fino a ieri. Fino a questa storia di santoni e di porcherie. Presunte, ancorché ben documentate dalla Polizia postale.
Ma c’è anche un capitolo che riguarda i santini (elettorali) e la forza politica di un gruppo che i frequentatori definiscono «compatto, ma aperto». Legato a due protagonisti della politica regionale e catanese, negli ultimi anni lontani dai riflettori: Mimmo Rotella e Daniele Capuana, il primo indagato per favoreggiamento nell’inchiesta della Procura di Catania, il secondo totalmente estraneo alle indagini. Capuana è il figlio di Pietro Alfio, il leader arrestato per gli abusi sulle minorenni; Rotella è il marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre collaboratrici finite ai domiciliari.
[…]«Quelli lì sono una macchina di voti», è il refrain che risuona nell’Acese. Il primo politico a essere considerato vicino al gruppo fu Angelo Rosano, due volte deputato regionale a cavallo fra gli anni 70 e gli ‘80. Altri tempi. Ben prima della svolta che arriva a metà dei ‘90. La comunità cresce, anche per la sincera fideizzazione di centinaia di devoti a Padre Pio. E nel frattempo cresce pure Rotella, ragioniere assunto alle Ferrovie dello Stato. Dalla Dc a Lamberto Dini, passando – attraverso il suo movimento Nuova Sicilia – dal centrodestra a Raffale Lombardo, Rotella fa due volte il botto alle Regionali. Eletto nel 1996, fu assessore al Turismo nei governi di Angelo Capodicasa e di Vincenzo Leanza. Poi fu rieletto a Sala d’Ercole nel 2001, nella Cdl a sostegno di Totò Cuffaro.

Ma sotto il Vulcano lo ricordano anche per le sue esperienze di assessore provinciale (con Giuseppe Castiglione) e comunale (con Umberto Scapagnini).
«Nell’associazione – racconta uno dei frequentatori – ci sono state due “ramificazioni”. Una culturale, con organizzazione di eventi e vendita di libri utile anche per sostenere le spese di un gruppo. E l’altra politica, caratterizzata dalla leadership dell’onorevole Rotella». Incontri, riunioni, ma soprattutto la condivisione di ideali. «Mimmo è sempre stato uno di noi. E quando chiedeva il voto era difficile dirgli di no, anche perché nella sua attività ha sempre dimostrato di dare delle risposta alle nostre istanze».
Intanto decolla anche il discepolo Capuana. Golden boy della politica etnea e per alcuni anni delfino di Rotella. Giovanissimo vicepresidente del consiglio comunale di Catania nel 1997 (con Rinnovamento Italiano), rieletto nel 2000 con la lista Dini. La sua notorietà è al top nel 2003, quando diventa assessore provinciale allo Sport (in quota Nuova Sicilia, creatura rotelliana) di Lombardo, lasciando voti e seggio di Palazzo degli Elefanti al fratello Salvo.
Capuana sfiora due volte pure l’elezione all’Ars: nel 2006 con l’Mpa e nel 2012 con il Pd. Cinque anni fa Rotella non è più suo sodale, ma avversario: Mimmo si candida con Cantiere Popolare; il seggio etneo lo prende Valeria Sudano. Nel frattempo, sin dal 2010, Capuana fa carriera nei dem: fonda Scelta giovane, un movimento che poi si avvicina ai LiberalPd del sindaco Enzo Bianco. Fino al 2014, quando – candidato sindaco a Motta S. Anastasia, – viene sconfitto ed esce dal Pd sbattendo la porta. «Un partito totalmente assente, atto solo a sfruttare il mio bacino elettorale», dice anche con malcelato odio nei confronti dello storico nemico Luca Sammartino.

DANIELE CAPUANA:

IL PADRE DI DANIELE CAPUANA E SOCI:

 

______________________FONTI TOTALI

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