BORGO SCHIRO

Borgo Schiro e’ un villaggio abbandonato che si trova fuori Monreale. Il suo nome deriva da un eroe locale, Medaglia D’Oro al Valor Militare, massacrato barbaramente dai porci comunisti, il villaggio si trova su una piccola collina ed e’ immerso tra grandi prati.

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Borgo Schiro fu costruito durante il periodo fascista e fu parte integrante delle riforme agricole istituite dal Governo per porre un freno al dilagante fenomeno dell’emigrazione che avveniva nell’ isola.


Secondo Mussolini i servizi disponibili in una città come scuole, ospedali e divertimenti vari potevano essere resi disponibili anche nella campagna, tutto cio’ per far aumentare la produzione agricola, il lavoro e far crescere la popolazione.


Ma gli eventi della seconda guerra mondiale arrugginirono questo progetto che finì per mancanza di sovvenzioni: il piccolo ospedale, la scuola, ed altri reparti furono chiusi, e la gente ando’ via dal villaggio.

Oggi i turisti e i visitatori occasionali passeggiano lungo le stradine deserte del Borgo e immaginano come i suoi antichi abitanti vivessero in questo posto, come la vita quotidiana fosse animata senza monotonia.

Gli abitanti delle zone circostanti sono etnicamente albanesi e la loro lingua risulta essere un dialetto chiamato Arberesh.

Medaglia d’oro al valor militare alla memoria di Giacomo Schiro’:
“Ispirato ad alti sentimenti di patriottismo e di civismo, tenne testa risolutamente a una turba di sovversivi, che vilmente lo avevano aggredito, proferendo parole di vilipendio al Re e alla patria. Dopo essersi difeso accanitamente con la baionetta, colpendo anche uno degli avversari, sopraffatto dal numero e respinto dentro la sala di un circolo, cadde crivellato da ben cinquantatré ferite. Abbandonato a terra morente, ebbe la forza suprema di trascinarsi per la sala e di raccogliere una bandiera nazionale, strappata e buttata a terra da quei forsennati, e di avvolgersi in essa. Fulgido esempio del più puro eroismo emise l’ultimo respiro stretto ancora tra le pieghe del glorioso simbolo, riconsacrato dal suo sangue generoso. Piana de’ Greci, 23 luglio 1920”.

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