LA ZISA

Oggi viaggiamo fino a Palermo, per commettere il reato di discriminazione su base territoriale, HahHa!!!
No, vi portiamo a La Zisa…
[_________________________________di_ReD_OrC___]

I Normanni vennero in Sicilia non solo come saccheggiatori ma anche come villeggianti di lusso, e piu’ che adattati alla cultura araba locale l’hanno rapidamente trasformata fino alla ad una evoluzione architettonica che ebbe il suo massimo apice nel Palazzo o Castello de La Zisa.

Re Guglielmo guadagno’ l’epiteto de “Il Malo” per essere, secondo i detrattori, più interessato al buon vino, agli harem e al lusso, rispetto a cio’ che richiedeva invece essere per un uomo del suo rango. Nel 1165 il Re inizio’ la costruzione di quella che doveva essere la sua residenza in Estate, e cio’ che ne venne fuori prende il nome di Castello della Zisa (dal termine arabo “al-Aziza”, tradotto come “Meraviglia”). Il palazzo fu al piu’ progettato in architettura islamica, composto dai classici archi ogivali arabi, le muqarnas, le nicchie a volta e un sistema di condizionamento dell’aria sia ingegnoso che visionario.


L’architetto che progetto’ l’edificio utilizzo’ molti accorgimenti inseriti nella struttura e per aiutare un constante flusso di corrente fresca tale da dare ristoro alla calura estiva del Sole di Sicilia.
Pareti molto spesse e piccole finestre per stabilizzare la temperatura interna, e i venti marini da Nord , Nord-Est, incanalati in una serie di condutture pioneristiche addizionate ad una grande piscina nella parte Sud dell’edificio, collegata a sua volta direttamente all’interno attraverso un’altra piscina, entrambe mosse da getti d’acqua per far scorrere l’acqua in ciclo, fornivano la ventilazione e l’umidità necessaria per rinfrescare l’ambiente. Come accennato tubature e cavita’ si diradavano dai piani bassi ai piani superiori in modo da creare un effetto di scambio e ricambio di aria e ventilazione come in nessun altro castello dell’epoca.

La Zisa è stata completata da Guglielmo II, “Il Buono” e non è stata piu’ modificata da quel momento. Per un lungo periodo La Zisa è stata abbandonata e la mancanza di manutenzione ha gravemente compromesso l’intera struttura. Tuttavia, nel 1991, dopo un’opera di restauro durata poco piu’ di venti anni, è stata nuovamente aperta al pubblico rivelando ancora una volta il suo fascino e una suggestione di un grande sfarzo risalente al periodo Normanno in Sicilia.

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