VERBASCUM

“Cumpari Tassu passu, e vi lassu attassu”,  questa espressione dialettale era usata dai contadini e pronunciata per liberarsi dal malocchio, toccando il Verbascum…

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Il Verbascum thapsus, anche se qualcuno lo identifica con il sinuatum, è una specie originaria dell’Europa, dell’Africa settentrionale e dell’Asia, e introdotto successivamente nelle Americhe e in Australia.

Pelosa e vellutata, può raggiungere i 2 m di altezza o più. I suoi piccoli fiori gialli sono densamente raggruppati su un gambo, che cresce al centro di una rosa di foglie. Puo’ adattarsi a diversi habitat, ma preferisce terreni rocciosi molto esposti al Sole e preferibilmente di origine lavica, ecco anche perche’ non è una specie molto competitiva, intollerante all’ombra di altre piante e agli ambienti ristretti.

Gli animali raramente lo pascolano a causa dei suoi peli irritanti, e gli erbicidi liquidi richiedono che i tensioattivi siano efficaci, poiché i peli delle foglie hanno azione impermeabile e fanno sì che l’acqua scivoli via dalla pianta. La combustione è inefficace, in quanto crea solo nuove ampie aree per la crescita di nuove piantine.

E’ ampiamente usata per le sue proprieta’ benefiche viste le sue proprietà emollienti e astringenti. Il  Verbascum e’ raccomandato per la tosse poiche’ espettorante, ma anche utilizzato in applicazioni topiche contro una varietà di problemi della pelle: conosciuta come ottimo rimedio contro le emorroidi,  e per il suo potere cicatrizzante. I fiori possono essere seccati e fumati per combattere forme di asma.

Il Verbascum e’ conosciuto da millenni, i romani ne facevano un ampio uso: infatti Dioscoride raccomandò la pianta contro le malattie polmonari: i decotti di foglie o tisane erano usati per espettorazione, tosse, bronchite, mal di gola ed emorroidi. Le foglie, oltre ai fiori, venivano fumate contro i disturbi polmonari, una tradizione che in America fu rapidamente trasmessa ai popoli nativi. Il popolo Zuni uso’ la pianta in impacchi di radice in polvere applicata a piaghe, eruzioni cutanee e infezioni cutanee. Un infuso della radice viene anche usato per trattare il piede dell’atleta. Tuttavia i preparati per medicare devono essere filtrati per eliminare i peli che risultano essere irritanti.

L’olio dei fiori viene ancora oggi usato per il mal d’orecchi, l’eczema , le verruche, i geloni.

Recenti studi hanno scoperto che il grande verbasco contiene composti di glicirrizina con battericida e una potenziale azione antitumorale.

I semi del Verbascum contengono diversi composti (saponine, glicosidi, cumarina, rotenone) che sono tossici per certi tipi di pesci e non per altri , quindi vengono usati per debellare certe specie invasive salvandone altre.

Il verbascum come descritto nell’introduzione era legato anche ad usi magici, specialmente nel Medioevo, quindi alle streghe, pare che la pianta proteggesse da maledizioni e spiriti maligni.

La pianta è stata anche usata per fare coloranti e torce usando il gambo essiccato.

Il Verbascum che cresce nelle aree ricche di pietra lavica ha un potere medicinale molto piu’ elevato di quello che cresce in aree differenti.

Il nome dialettale di ricuttara deriva dall’uso che i contadini ne facevano quando sulle sue foglie mangiavano la ricotta calda.

Questa foto della pianta di Verbascum sembrerebbe scattata in una sciara dell’Etna, visto il terreno lavico su cui essa si erige, invece ci troviamo in un altro luogo e terreno lavico: Hawaii, Puu Mali, (fonte Wikipedia).

Infine, Caravaggio la dipinge ai piedi del San Giovanni Battista, secondo alcuni per attribuirne significato di “Albero di Jesse”, da Isaia XI, I:

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poiche’ l’albero di Jesse (o Iesse) è un motivo ripreso nell’arte cristiana per rappresentare una schematizzazione dell’albero genealogico di Gesù a partire da Jesse, padre di Re David, il cui valore e’ di particolare importanza nelle tre religioni (da Noi disprezzate e ritenute le cause fondamentali di tutti i mali del mondo, n.d.R.) di Abramo, e cioe’: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam.

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