WALRUS e CRIPTOVALUTA

La Walrus di Mascali copre un ampio settore di consulenza informatica e specifiche competenze.

[_____di_____Alnytak___]

La Walrus fornisce consulenza informatica sui settori di:

-Privacy in Internet

-Sicurezza Informatica

-Hardware

-Recupero Dati su periferiche (Hard Disk, SSD, USB Disk)

-Installazione di Sistemi Operativi Linux e applicativi per scuola/ufficio

Inoltre provvede a Consulenza su software per calcolo di criptovaluta:

CRYPTOCOIN MONERO.

Monero e’ una relativamente nuova criptovaluta in forte ascesa negli ultimi mesi.

La nostra consulenza prevede l’installazione di un Sistema Operativo Linux basato su hardware ad Architettura AMD 64 Bit. E non su macchine in cui gira Windows.

Questo perche’ piu’ potente e’ la macchina , e fluide sono le sue operazioni attraverso un sistema operativo performante, piu’ il calcolo matematico da essa eseguito sara’ veloce ottenendo risultati significativi, cioe’ lucrosi.

Nello screenshot esempio, il calcolo eseguito, basato sull’Hash Cryptonight, ha una media di soli 15-16 Hs, cioe’ hash per secondo, poiche’ gira su una macchina con un vecchio processore AMD 64Bit Athlon X2 5000+, montato su una mainboard Asus M2n-E SLI, con 3GB di RAM DDR2 Corsair. Qualsiasi sistema operativo Windows sullo stesso hardware girerebbe molto piu’ lentamente consumando la stessa, se non maggiore, energia elettrica.

Il consumo dell’energia elettrica impiegato da queste macchine che calcolano la criptovaluta e’ elevato. Cio’ potrebbe significare che il guadagno ottenuto potrebbe servire solo per coprire le spese della bolletta elettrica, o giu’ di lì, anche se il tutto dipende anche dal parametro del valore che la criptomoneta assume quotidianamente nel cambio del mercato globale, piu’ il valore della criptovaluta cresce piu’ si guadagna pagando allo stesso modo il conto dell’energia elettrica. Chi avesse a disposizione un impianto ad energia solare guadagnerebbe non poco utilizzando una macchina adeguata a questo scopo.

Ovviamente ottenute le minime soglie di ricompensa (Reward) , ed una volta che queste vengano trasferite su un portafoglio digitale della stessa criptovaluta (Wallet), si possono trasferire , avendo un account, a diverse banche virtuali.

Per chi vende online e’ anche possibile farsi pagare in criptovaluta, decidere se tenerla depositata in proprio con chiave digitale (ex.Electrum) , o far effettuare , da un eMerchant ,appositamente designato, il cambio e la transazione verso il proprio account bancario una volta raggiunta una specifica soglia di guadagno.

Non mancano i rischi.

Anni fa , nel 2013, disponevo di qualcosa come piu’ di 500 euro in Bitcoin, che al cambio di qualche settimana fa sarebbero diventate qualcosa come 20K€,  depositate su una banca online chiamata Mt.Gox, con base a Shibuya, Tokyo. Mt.Gox era la piu’ famosa banca/sito eMerchant per lo scambio di criptovaluta. Tuttavia nel Febbraio del 2014 Mt.Gox sospese le operazioni, e dichiaro’ fallimento affermando che era stata hackerata e che i bitcoin depositati erano stati rubati (850.000 bitcoin circa, 450 milioni di dollari di allora, 20 volte tanto oggi), a quanto pare dallo stesso CEO della Banca in questione, nell’arco di due anni. Dei miei 500 € in Bitcoin ecco oggi che cosa mi rimane:

mtgox court

Una bella missiva dal Giappone dove mi spiegano che le autorita’ investigative di Tokyo stanno portando in giudizio Mark Karpeles, la mente dietro le operazioni (lecite e/o fraudolente) di Mt. Gox.

Questo a spiegare che le criptovalute non sono colpevoli o veramente a rischio piu’ delle valute tradizionali: i risparmiatori di Parmalat, Banca Etruria, Banca di Vicenza , etc. possono confermare.

Il mercato delle transazioni finanziarie e’ un mercato aperto a qualsiasi forma di speculazione, guadagno, inventiva, perdita, etc.

Oggi produrre e scambiare in criptovaluta e’ la vera risposta alla tirannia dei mercati finanziari gestiti da Wall Street, Roma, Londra, Tokyo, etc.

Inoltre la criptovaluta rappresenta l’evoluzione dei mercati, di tutti i tipi. E’ un po’ come vedere quei negozianti che hanno chiuso o chiudono perche’ non si sono voluti evolvere accettando l’utilizzo delle nuove tecnologie messe loro a disposizione dalla rete.

Per esempio i prodotti parafarmaceutici in rete costano almeno il 5-10% in meno di quelli comprati sotto casa, e via, via per affermare che invece di perdersi sprecando tempo e carburante cercando un libro, o un qualsiasi altro oggetto di interesse, basta sfogliare in rete per ottenerlo al miglior prezzo e consegnato fino a casa o alla propria attivita’.

Tutto questo argomento riguarda sia il privato che il pubblico. Oggi la maggioranza degli individui che dispone di risorse finanziarie stabili sceglie e sceglie attraverso la rete. Le strutture ricettive, e/o attivita’ commerciali, artigianali varie, che non dispongono di mezzi informatici adeguati, atti per essere esposte e/o catalogate al fine di farsi scegliere da queste utenze abbienti, sono categoricamente escluse da una vera e ampia fetta del mercato.

Quei poveracci che si fanno le pagine facebook sperando di farsi trovare o di farsi pubblicita’ in qualche modo , per usare un eufemismo, mi fanno ridere. Sono una pena ed una miseria al tempo stesso.

I social servono ma sono molto limitati , da soli, per gli obiettivi esposti/elencati sopra.

 

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