LE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI

Uno dei luoghi piu’ misteriosi e dedicati al mistero in Sicilia e’ senza dubbio il Convento dei Cappuccini nel quartiere Cuba di Palermo.

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Piu’ che catacombe, luoghi paleocristiani, sono un vero e proprio cimitero dell’era gotica.
Circa ottomila mummie, vestite alla bene meglio, ed esposte al pubblico, cosa assolutamente in contrasto con i culti delle Religioni di Abramo ma anche con i culti pagani, tranne nei casi di empieta’ in vita del defunto, ad esempio il giusto scempio del cadavere di Oliver Cromwell nell’Inghilterra del 1600.

Le aree sono suddivise in base alle categorie di appartenenza delle mummie, cioe’ divise per le loro professioni, artigiani, commercianti o professionisti, o divise per eta’, nel caso delle mummie dei bambini.
Il primo cadavere depositato in questo bizarro luogo pare sia stato quello di un frate, Silvestro da Gubbio, nel 1599.

I locali godono di pochissima umidita’, l’aria estremamente asciutta pare abbia giovato al processo di mummificazione naturale dei cadaveri riposti negli incavi delle pareti superiori in modo da essere separati dai liquidi che gocciolavano nel pavimento durante la decomposizione.

Finito il processo di gocciolamento i cadaveri asciutti venivano spogliati ed immersi in una vasca contenente aceto, o arsenico o acqua di calce, per poi essere nuovamente asciugati, imbalsamati con formalina (battericida), acido salicilico (funghicida) , e sali di zinco per renderli rigidi, quindi rivestiti e appesi nuovamente nelle pareti per il loro riposo eterno. Le modalita’ di conservazione variavano a seconda dei curatori incaricati per l’imbalsamazione dei cadaveri.

Questa non e’ una bambina che dorme ma una mummia. Il suo nome era Rosalia Lombardo morta all’eta’ di due anni a causa di una polmonite. Il suo processo di imbalsamazione ed esposizione e’ incominciato nel 1920 circa.
Per via del suo aspetto ben conservato e’ stata soprannominata “La Bella Addormentata”.

E’ noto che in Sicilia esistono altri luoghi del genere che testimoniano l’assurdita’ della ribellione contro la Morte nell’illusorio tentativo di sfidarla: conservando cio’ che e’ ormai privo di vita in un atteggiamento di “mai morto”.

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