IL NAZIONALISTA RIMANELLI

Vogliamo ricordare un vero uomo, uno scrittore, un uomo tutto di un pezzo che ha segnato certamente la Storia e una Storia in Italia, ed anche nel mondo, il suo nome era Giose Rimanelli ed ha lasciato questo pianeta il 7 Gennaio di quest’anno a Lowell, la citta’ dei mitici fratelli pugili Micky Ward e Ricky Eklund. Ecco chi era Rimanelli.

[_________di_SK_Spartan____]

Tiro al piccione di Giose Rimanelli oggi e’ solo uno sconosciuto titolo di libreria, anche se ne e’ stato tratto un film abbastanza celebre nel 1961 con la regia di Giuliano Montaldo e con protagonista Jacques Charrier, allora marito di quella bellezza immortale chiamata Brigitte Bardot.

C’era una larga parte di italiani ed italiani veri che credeva saldamente nella Nazione, in ideali che non potevano avere compromessi, nella morte per la patria piuttosto che la comoda resa ad ideali degenerati e corrotti. Questi italiani vengono raccontati in Tiro al Piccione nella loro contrapposizione agli italiani comunisti e partigiani, i primi vinti nel 1945, i secondo vinti nell’Italia della DC, antifascista, clericale e “comodamente” mafiosa.
Non e’ un romanzo per i borghesi anche se essi ne potrebbero prendere spunto oggi visto che anche la loro casta e’ stata annientata ed il loro titolo e’ stato sostituito con “statali”.

Rimanelli in una recente apparizione

Rimanelli lavora come giornalista in ambienti di Sinistra e di Democrazia Cristiana ma solo perche’ altre alternative lo manderebbero sulla strada. In quell’ambiente incontra e diventa un vero amico di Giorgio Bocca e di Angelo del Boca, tre nazionalisti in un mare di merda post-partigiana.
E’ sceneggiatore anche di vari film, di Lizzani, Lattuada, Camerini, prima di essere consulente per il film tratto dal suo romanzo semibiografico, dove lavora con Eleonora Rossi Drago, Sergio Fantoni e Carlo D’Angelo.

Tiro al Piccione fu un film che uscì proprio a tema in quell’anno quando nell’Assemblea regionale siciliana PCI e MSI si unirono in funzione Anti-Democristiana; esperimento di breve durata solo per far tremare quei mafiosi e ruffiani degli scudo-frociati. Tuttavia nella morale di Rimanelli e di quelli che la pensavano come lui era l’occasione storica o meno di far riconciliare i Fascisti, i Nazionalisti, con i comunisti, di unificare i partigiani e i Repubblicani di Salo’, fondere subliminalmente PCI e MSI a livello nazionale, per dare di nuovo un senso all’Identita’ perduta e sconfitta di un intero popolo.

Le Elite Marxiste capirono prima di altri questo tentativo e la cosa non piacque loro affatto.
Al regista Montaldo vennero chiuse le porte di tutte le case di produzione.
Rimanelli , smascherato, venne emarginato verso gli angoli intellettuali di destra piu’ remoti della Societa’.
Ma sopravvisse, il suo era un talento quasi unico che non poteva essere sprecato per via di rancori ipocriti e malsani.

Fu così che si trasferì negli Stati Uniti e lavoro’ come insegnante nell’Universita’ di Albany, New York, e divenne anche sceneggiatore di serie televisive americane, come ad esempio Love Boat.

Rimanelli ci sta particolarmente a cuore non solo perche’ era un vero nazionalista, ma perche’ dimostro’ di esserlo anche quando divenne amico di un uomo che ci e’ particolarmente caro e di cui nutriamo una profonda stima ed un profondo rispetto: Malcom X.

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