PORTATELO A NOI

L’Antifa che pesto’ il miliziano in una sedicente dimostrazione pacifista ed antirazzista ed antifascita…anti anche il buco del loro culo, forato dalle nuove risorse subsahariane, HA SCRITTO CHE NON SI PENTE, CHE E’ STATO GIUSTO PESTARE IL CARABINIERE ED INCITA I SUOI ALLA LOTTA SENZA QUARTIERE…perche’ questo gran coglione dice che loro rappresentano la Resistenza, ma a chi? Gran Coglione.

[__Alnytak___]

Lasciate che gli Antifa vengano a me.

Fatelo uscire dal carcere se gia’ non lo e’ e che ci venga a trovare, daremo lui una dimostrazione di RESISTENZA, ad ampio spettro e gamma. O lui camminera’ sul nostro cadavere o noi cammineremo sul suo.

Questi antifa sono dei terroristi, stanno sicuramente nidificando nei centri sociali focolai che ci faranno tornare negli anni di piombo: uccideranno altri miliziani, politici, magistrati e perfino i loro stessi compagni se li dovessero contrastare.

Sono gente pericolosa esattamente e tanto quanto gli Jihadisti.

La brigatista che uccise il consulente del lavoro di Bologna, Marco Biagi, la Nadia Desdemone Lioce affermo’ che le BR e gli Islamisti sono naturali alleati.

PANORAMA.

"Quando accaduto domenica è stato un fatto accidentale. L'obiettivo della lotta armata è l'attacco al progetto di rimodernizzazione economico sociale e istituzionale del Paese in cui rientra anche l'attentato a Biagi".
E in questo progetto "le masse arabe islamiche, espropriate e umiliate, sono il naturale alleato del proletariato metropolitano".
Pur se largamente annunciato, quello che Desdemona Lioce, la donna arrestata dopo la sparatoria di domenica nella quale ha perso la vita il suo compagno di militanza armata Mario Galesi, resta un documento dirompente.
La donna, che ne aveva annunciato la scrittura fin dai primi momenti della detenzione, lo ha letto oggi davanti ai magistrati che l'hanno interrogata e convalidato l'arresto. "Non è una rivendicazione dell'omicidio di Marco Biagi - si preoccupa di spiegare ai cronisti il legale della donna - ma solo una presa di posizione politica della mia cliente".
"Conseguentemente a questa impostazione generale - continua il documento di Lioce, acquisito dai pm romani secondo quanto affermato dall'avvocato Baccioli - le forze rivoluzionarie evitano lo scontro con il nemico se non ha questo obiettivo".
Poi il riferimento a quanto accaduto domenica scorsa sul treno Roma-Firenze: "In questa circostanza - dice Lioce - è stato colpito il compagno Mario Galesi che ha messo a disposizione della rivoluzione la propria energia senza limiti". Quindi il riferimento agli islamici. "Le masse arabe islamiche, espropriate e umiliate sono il naturale alleato del proletariato metropolitano".
A questa gente delusa, emarginata, le nuove Br proporrebbero una via d'uscita che ha il sapore della beffa: quella della guerra permanente e degli attentati. Una eventuale saldatura, quella tra terrorismo interno ed islamico in genere, della quale avevano già parlato i servizi segreti, e che lo stesso ministro degli Interni Pisanu aveva ventilato. L'avvocato Baccioli ha infine spiegato che Lioce ha parlato ai magistrati della "Ricostituzione di un fronte anti-imperialista con la trasformazione della guerra imperialista in guerra rivoluzionaria".

Ieri , ed oggi questo schifoso:
IL.GIORNALE.

«Cari compagni...» esordisce nostalgico Lorenzo "Dibi" Canti, 23enne modenese e attivista dei centri sociali bolognesi, finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale. È accusato di aver preso a calci e pugni Luca Belvedere, il brigadiere circondato e pestato da un gruppo di manifestanti lo scorso 10 febbraio. La missiva ai fratelli in battaglia è stata pubblicata da InfoAut, portale di «informazione di parte» della galassia anarchica e antagonista. Un delirio ideologico da cui non trapela alcun ripensamento per le violenze contro le forze dell'ordine. Anzi. «Abbiamo vinto tutti noi che abbiamo conquistato le piazze a spinta - scrive Canti - per non permettere i comizi fascisti e l'equiparazione democratica dell'antifascismo militante con il fascismo».
Nel vergare l'epistola, l'antagonista non scorda di elogiare la ribellione dei «lavoratori della logistica» che «conoscono bene il prezzo di essere immigrati nel nostro Paese». Tra loro Moustafa Elshennawi, il 23enne egiziano che diversi video immortalarono mentre con uno scudo colpiva il militare caduto in terra. Elshennawi poche settimane fa è uscito sorridente di galera per andare ai domiciliari. Gli altri due indagati, invece, sono ancora dietro le sbarre. Canti condivide la reclusione con Giorgio «Brescia» Battagliola, 29enne irriducibile No Tav: anche lui ha scritto una lettera ai rossi compagni dichiarandosi «sereno e consapevole di essere nel giusto».
Era «giusto», insomma, fratturare la spalla a Belvedere a colpi di scudo e costringerlo all'operazione chirurgica.
Intanto, nell'attesa di rivedere la luce del sole, gli arrestati si dicono pronti a tornare in piazza per «opporsi alla situazione politica che si è venuta a creare dopo le elezioni». Perché gli antagonisti non si ravvedono mai. E già preparano la prossima guerriglia «a testa alta e a pugno chiuso».

Annunci