TURPILOQUIO E REALTA’ SIMULATA

Se saputo usare, ed al momento giusto, parlare sporco puo’ influenzare la gente, poiche’ e’ il parlare della gente, non di falsi miti della TV che una volta fuori da quella realta’ fittizia sono finiti molto male. Ecco perche’ il Modello Sgarbi non e’ un suo modello ma un modello universale proprio degli Illuminati, Jedi e Sith.

[_____________Rigel_____________]

Mi riferiscono che sono arrivate eMail di protesta per varie cose. Una diceva che “scriviamo difficile”, che tenerezza…, un’altra che “usate turpiloquio, moderate il linguaggio”.

Di questa cosa dobbiamo discutere.

Per esempio, ecco che ne pensa Vittorio Sgarbi:

IL.GIORNALE.
Al censore risponderò: ho fatto in televisione numerose lezioni d'arte che hanno contribuito a indirizzare molti giovani alla conoscenza del nostro patrimonio, e hanno ottenuto, tra i tanti, l'elogio di Franca Ciampi che rimase folgorata dalla lezione sul «Compianto di Cristo morto» di Niccolò dell'Arca. Si vede che Gonzato era distratto. Come Severgnini, che gli risponde: «Sgarbi verrà ricordato come un signore che dice parolacce in televisione».
Dovrò spiegare a questo ignorante che le parolacce, da Joyce, a Céline, a Pasolini, a Carmelo Bene, sono patrimonio della letteratura contemporanea e indicano, come hanno osservato alcuni psicologi recentemente, una tendenza all'onestà di chi le pronuncia: «Volgarità fa rima con sincerità». Sul Corriere del 23 gennaio 2017 si legge che «Il turpiloquio ha una carica simbolica che rende più forti le parole». Enrico Franceschini su Repubblica scrive: «La scienza sdogana le parolacce: sono la lingua della vita un mezzo per resistere al dolore e all'incipiente demenza senile». Quella che rischia di colpire chi non le dice.

Ecco il problema. Individuato. Ma riteniamo che qui e’ stato piu’ volte evidenziato.
Il fatto che un individuo in eta’ adulta o meno possa criticarne un altro senza conoscere esattamente chi intende criticare denota la totale malattia del Mondo Occidentale. I nostri lettori che si nutrono dell’esclusiva cultura proveniente dalla televisione, locale e nazionale, o peggio da facebook, non possono pensare di competere con chi assorbe cultura e culture da miriadi di input in multitasking.
In questo solo voi potete aiutarvi, o tacere, perche’ se ci siamo messi avanti per mettere avanti pure tutti voi indolenti, ignavi esseri viventi, abbiamo qualche base solida su cui atterrare e decollare.

Insomma, e’ come un videogioco strategico, se non hai la piena conoscenza dell’ambiente in cui ti muovi non potrai condurre a lungo il gioco.

Questa spiegazione della realta’ come una simulazione e’ adesso accettata , sebbene non accertata, da alcune menti piu’ o meno brillanti della comunita’ scientifica e tecnologica:

L’idea che tra poco non si potra’ piu’ distinguere da un videogioco da cio’ che per ora riteniamo reale nel futuro delle intelligenze artificiali portera’ nuovi interrogativi su cio’ che potra’ essere vita sebbene non proveniente direttamente dagli umani.

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