NUMERI NON PREFETTI

C’e’ molta ignoranza in giro sul costo effettivo di ogni immigrato “importato clandestinamente” ed illegalmente  nel nostro paese. C’e’ chi parla di 500€ al giorno, chi, come i wakandesi, che blatera sbavandosi affermando che e’ l’O.N.U. a pagare questi costi, chi , e sono in molti, dice che paga l’Europa.

Niente di tutto questo e’ vero. Mentre risulta vero che siete voi a pagare, cari scecchi da soma, e scolari rimbecilliti cretini.

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IL.GIORNALE.

La Corte dei COnti ha evidenziato in documento le criticita' del sistema d'accoglienza italiano.Il documento tecnico contabile ha analizzato, specificatamente per il triennio 2013/2016, la prima accoglienza ossia i servizi resi agli stranieri dallo sbarco fino alla sistemazione nei Cas e successivamente nei Cara. Sono emersi costi elevati a fronte di servizi scarsi, assenza di controlli fiscali adeguati, tempi lunghi per identificazione e domande di asilo, governance territoriale carente da parte del Viminale nei centri di raccolta. Oltre a osservazioni esplicite che i magistrati hanno espressamente valutato come poco attente nel riconoscere la cosiddetta protezione umanitaria: «Si dovrebbe evitare di riconoscere un diritto di permanenza indistinto a tutti coloro che sbarcano» hanno scritto. Tuttavia quando si vanno a esaminare i costi per le suddette disamine dei documenti per le richieste di asilo viene fuori che nel 2016 sono stati impegnati ben 13,4 milioni di euro mentre, dal 2000 a oggi ben 54,5 milioni. Vale a dire che in media per valutare l'ipotesi di protezione di ogni immigrato, tra il 2008 e il 2016, si è speso 203,95 euro. Troppo a fronte del fatto che meno del 10 per cento viene classificato di fatto un rifugiato. I magistrati contabili inoltre dopo aver puntato l'indice hanno anche comminato la dovuta sanzione sulle inadempienze contabili di alcune prefetture che accertavano le spese avvalendosi di autocertificazioni a firma di coop e onlus che si occupavano del servizio di accoglienza. L'indagine puntuale è stata svolta in 4 prefetture campione: Treviso, Prato, Avellino e Reggio Calabria. Nella struttura di Avellino il costo di un migrante è arrivato a toccare i 50,39 euro al giorno + iva ovviamente (a fronte dei 35 + iva); quanto presso il Cas di Reggio Calabria sono emersi una serie di affidamenti diretti troppo agevoli rispetto alle modalità consuete che prevedono invece appositi bandi di gara. Un'attenzione ulteriore ha riguardato il Cie di Modena (Centro identificazione ed espulsione): il costo quotidiano per ogni immigrato detenuto è stato valutato da 56,16 euro fino a 167,81.

La Corte dei Conti bacchetta le scanzonate Prefetture, dove si fa di tutto tranne che l’interesse del Popolo Italiano. Si dovrebbero vergognare tutte, specialmente quella di Catania, uno schifo appurato, una polleria avrebbe piu’ significato di questa Prefettura: scarsa, inadempiente, lasciva, ipocrita e di basso livello culturale.

Ecco tutto, ecco tutta la verita’, siete voi a pagare per queste ricchezze subsahariane, e quelli che si occupano della “logistica” e “distribuzione” di ricchezze…sono degli spostati, e , per non arrivare ad usare eufemismi, sono degli inadatti al ricoprire il ruolo che ricoprono, persone poco serie, specie di mozzi che remano contro la direzione data loro dal potere supremo, che e’ il popolo.
Dovrebbero dimettersi e cercarsi un altro lavoro, ma se sono dove sono la colpa non e’ loro ma di questo sistema di pazzi con ceri, compassi e cappucci a cono capovolto in testa.

Si saranno chiesti che oltre ai costi sbalorditivi per un’economia morta come quella italiana, queste richezze sono anche ricche di malattie infettive, sono dedite al crimine, allo spaccio, ai furti, alla prostituzione, e i costi derivati dalla loro permanenza nelle carceri, i costi derivati dai mancati risarcimenti alle loro vittime?

Oltre ai sigari e al whisky, questi Prefetti si saranno mai fatti delle domande da soli su questo tema? Sicuramente gli sguatteri non fanno loro queste domande, quindi trovate i Prefetti indomiti ed indisturbati a bere un buon scotch, e accendersi qualche buon sigaro, alla vostra e nostra gran facciazza.

Bella la vita, vero? Da buoni uomini e donne di Stato che siete. Potete e possiamo essere orgogliosi di cotanto impegno e passione non fugata da cristalli di alcun sudore.

Date altri sigari e whisky a questi Prefetti, in grado di capire solo questo, a conti fatti.

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