IL SUO TESCHIO E’ UNA BANDIERA CHE VUOL DIRE..

…Liberta’.

Molte volte ho scritto come il nostro lavoro e’ protetto da un sacro vessillo istituzionale rappresentato dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America scritta dai Padri Fondatori, ai quali ci ispiriamo e affidiamo in tutte le azioni e le opinioni da noi espresse, il nostro rispetto e la nostra devozione non va a nessun altro tranne che ai Padri Fondatori: John Adams, Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, John Jay, Thomas Jefferson, James Madison, and George Washington.

Ecco perche’ non siamo perseguibili, ecco perche’ siamo immuni, ecco perche’ siamo superiori.

[_______________Alnytak_____________]

IL.FATTO.QUOTIDIANO.

Cacciatori di haters, se le cose non cambieranno, potete stare tranquilli. Difficilmente conoscerete chi vi insulta su Facebook, qualora si tratti di anonimi. E, anche se denunciate, le cose potrebbero non andare meglio. Nel caso dei reati di diffamazione, per sapere infatti chi si nasconde dietro pseudonimo, celando la propria identità, i magistrati italiani sono costretti a fare rogatorie, chiedendo i dati alle autorità americane. Che, come pure il social network, non rispondono quasi mai. A danno delle indagini e dei diffamati. Ed è questo un tema particolarmente importante oggi, nel momento in cui si scopre che la società Cambridge Analityca ha avuto accesso ai dati di 50 milioni di utenti Facebook, violando le regole sulla privacy.
Per quanto riguarda la capitale, il diniego a fornire informazioni ai pubblici ministeri è scritto in una nota inviata dal Dipartimento giustizia americana, tramite il magistrato di collegamento Usa, a dicembre 2016 alla Procura di Roma. “Le cose da allora non sono cambiate”, dice un investigatore. In due pagine, si spiega che in molti Stati americani la diffamazione non è reato. Le affermazioni scritte sul social network, viene sottolineato, per quanto diffamanti, sono coperte dal principio di libertà di opinione. Per di più, nel caso dei personaggi pubblici, questi devono avere maggiore sopportazione in virtù della loro posizione. Insomma, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, per anni bersaglio di insulti e minacce, dovrebbe, in base a questo principio, rinunciare ad avere giustizia. Nella nota inviata ai pm di Roma si invitano i magistrati anche ad evitare future rogatorie per conoscere l’identità di profili fake: è scritto che richieste di questo genere vengono regolarmente respinte dal dipartimento di giustizia Usa ed è altrettanto inutile rivolgersi direttamente a Facebook – con sede a Menlo Park, nello Stato della California – perché neanche loro, per quanto riguarda la diffamazione, sono soliti rispondere.
Per altri reati è diverso: nel caso di terrorismo o reati informatici, per fare qualche esempio, i magistrati collaborano con i responsabili del social network, che in questi casi rispondono, spesso dando loro stessi il via alle indagini.

Cio’ , a voler riassumere, significa che potevamo stupirvi gia’ molto tempo fa con frasi offensive e scioccanti, insulti diretti, e potevamo farlo senza correre rischio alcuno.

…Sempre perche’..sono i Padri Fondatori che ci proteggono, e’ il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti a proteggerci, non la Mafia, non Politici corrotti, non la vostra infinita idiozia.

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