RUBO’ UNA MELENZANA

Notizie interessanti per chi attacca la magistratura che invece dovrebbe difendere.

[_____SK_Spartan________]:revive

PRIMATO.NAZIONALE.

Roma, 24 mar – Bisogna partire dallo scorso maggio e dalle audizioni in Commissione Difesa del Senato sul tema organizzazioni non governative nel Mediterraneo per capire come gli “umanitari”, dagli autodefiniti intellettuali ai giornalisti immigrazionisti passando per i Monsignori, abbiano fin dal primo momento cercato di buttare fango sul Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro.
La Commissione, presieduta da Nicola La Torre e snobbata da diverse ONG, chiuse l’inchiesta dichiarando che “tutti i Procuratori che abbiamo ascoltato ci hanno espresso la necessità di poter iniziare subito le indagini contestualmente al salvataggio dei migranti, cosa che era possibile quando c’era l’operazione Mare nostrum, che era militare, ma non adesso. Ora, pur comprendendo la posizione delle Ong che non sono favorevoli alla presenza di polizia a bordo, non vedo perché le organizzazioni umanitarie dovrebbero rifiutarsi di condividere delle nuove regole”, delegando quindi alle diverse Procure l’impegno di investigare sull’operato delle organizzazioni non governative.
Qui ha inizio il tentativo di screditare pubblicamente Carmelo Zuccaro, il Procuratore che per primo aveva espresso dei dubbi sull’effettiva buona condotta delle organizzazioni nei salvataggi nel Mediterraneo.
Ruben Neugebauer, ebreo, portavoce di Sea Watch e legale rappresentante di Peng Berlin1 (i sostenitori degli “agent escape”), in un’intervista a La Repubblica dichiara che “mi sorprende molto che un magistrato (Zuccaro) possa avanzare tesi folli senza uno straccio di prova” e che “si è dimenticato come funziona la divisione dei poteri e fa politica. Non ha alcuna prova contro di noi e siamo sereni che non le troverà mai. Ci aspettiamo le sue scuse”.
Vogliamo ricordare anche le dichiarazioni a mezzo stampa di Judith Sunderland, associate director per l’Europa e l’Asia Centrale della sorosiana Human Rights Watch: “In Sicilia, un procuratore generale che non disdegna l’attenzione dei media ha rilasciato dichiarazioni quasi quotidiane a proposito della sua indagine sulle operazioni di ricerca e salvataggio delle ONG, insinuando,senza alcuna prova, che stiano colludendo con i trafficanti e traendo profitti dal traffico di esseri umani”2.
Mentre CILD3 (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, una rete di associazioni finanziate da George Soros) in un comunicato stampa affermava: “Zuccaro si è lasciato andare ad una valutazione che poco ha a che vedere con il suo ruolo di magistrato”4.
Don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana che, ricordiamo, fa parte del circuito Sprar dell’accoglienza, nel suo “La grande bugia delle navi-taxi”5 dichiara che “stiamo assistendo ad un processo mediatico contro chi ha creduto che salvare delle vite fosse un gesto necessario di umanità” e sostiene che le prove non fossero circostanziate.
Per Domenico Valter Rizzo, giornalista e collaboratore di Michele Santoro, Zuccaro “doveva star zitto” perché il suo comportamento “stupisce profondamente per la scarsa consapevolezza del ruolo. Certe affermazioni generiche le può fare l’uomo della strada al bar dello sport, non un magistrato con alta responsabilità”6.
Non poteva mancare Roberto Saviano che da esperto di camorra è passato a strenue difensore, senza se e senza ma, delle organizzazioni immigrazioniste. In un suo post pubblicato nel gennaio scorso, scriveva: “Egregio Dottor Carmelo Zuccaro, Procuratore della Repubblica di Catania, sono il cittadino Roberto Saviano che a distanza di nove mesi le chiede: che fine ha fatto il Suo ‘mero sospetto’ su alcune ONG che operavano nel Mediterraneo? Da nove mesi aspettiamo di sapere cosa ne sia stato del fascicolo conoscitivo sulle 7 ONG attive nel Mediterraneo con le loro 13 imbarcazioni che ha tanto pubblicizzato lo scorso aprile”. Dopo i fatti della scorsa settimana, questo post fa decisamente sorridere.

L’Articolo e’ molto piu’ lungo e ben dettagliato vi consigliamo di leggerlo.

Vi fara’ capire che interessi ci sono in gioco, e chi sono i cattivi, quelli che ci vogliono spazzare via.

Poi c’e’ un altro cattivo che rubo’ una melenzana, anzi tento’ di farlo:

IL.GAZZETTINO.
Dopo nove anni tra inchiesta e processi, la Corte di Cassazione ha assolto un uomo di 49 anni accusato di aver tentato di rubare una melanzana in un campo. L'uomo era stato condannato dalla Corte d'appello di Lecce a cinque mesi di reclusione. La Suprema corte ha invece stabilito che, nel caso specifico, debba essere applicata la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il processo - riporta il Nuovo Quotidiano di Lecce - è costato allo Stato alcune migliaia di euro poiché l'imputato è risultato indigente ed ha usufruito del patrocinio gratuito nei tre gradi di giudizio. Nei processi di primo grado e di appello non erano state ravvisate le condizioni per giustificare il furto (poi derubricato in tentato) con lo stato di necessità, anche perché per l'imputato si era parlato di condotte abituali in ragione di alcuni precedenti penali anteriori al 2000. La Cassazione ha anche bacchettato i giudici salentini per l'errato calcolo della pena massima (sei anni anziché quattro previsti per il tentativo di furto) che ha poi comportato l'impossibilità di considerare la tenuità del fatto

Che storie…

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