Mangiando nel tempo il restante


«Questa è una cosa da bambini, abbiamo già fatto cose terribili. Oseghale avrebbe dovuto far sparire il cadavere tagliandone una parte a pezzettini da gettare nel gabinetto, e mangiando nel tempo il restante, dopo averlo congelato».

[_____eVa’n’Gelion________]

DAGOSPIA

«Questa è una cosa da bambini, abbiamo già fatto cose terribili. Oseghale avrebbe dovuto far sparire il cadavere tagliandone una parte a pezzettini da gettare nel gabinetto, e mangiando nel tempo il restante, dopo averlo congelato».
È uno stralcio delle intercettazioni fatte in carcere, nella cella dove sono detenuti Lucky Desmond e Awelima Lucky due degli arrestati – con Innocent Oseghale – con le accuse di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere della diciottenne romana Pamela Mastropietro. Le parole vengono citate dal giudice Giovanni Manzoni, nell’ordinanza con cui impone ai tre un’altra misura cautelare, sempre in carcere, per l’accusa di spaccio.
L’accusa si fonda su vari elementi, raccolti dal procuratore capo Giovanni Giorgio con i carabinieri. Ci sono le affermazioni degli indagati: intercettati in carcere, Desmond e Awelima parlano della loro attività di spaccio di eroina e marijuana, svolta in città vicino a un istituto superiore, alla stazione, ai giardini Diaz, e a Montecassiano, vicino all’albergo dove era ospitato Awelima, per incarico di Oseghale.
Tra l’altro, Desmond ammetterebbe anche di aver dato a Innocent Oseghale l’eroina, richiesta da Pamela, e poi Oseghale avrebbe fatto il suo nome con i carabinieri perché arrabbiato con lui: «Noi stiamo cercando sempre più soldi, perché vogliamo essere più ricchi». Desmond si vanta anche di aver fatto parte di una organizzazione criminale in Nigeria, e di non essere mai stato arrestato in Italia: se non ci fosse stato il caso di Pamela non lo avrebbero mai preso.

Certo quelli che si atteggiano a superiori etichettandoci come razzisti non hanno mai avuto una figlia fatta a pezzi dopo essere andata ad ordinare un kebab..

Disprezzo con passione questi tipi privilegiati che non hanno esperienza reale con la “diversità”.

Lì vedi atteggiarsi pensando di essere moralmente superiori e ci chiamano i “bigotti razzisti”.

La loro angoscia è la nostra stessa esistenza, e la loro a quanto pare.

L’unica cosa che aggiungo o posso dire loro liberamente e ovunque è:

“Figli di Troia: Non era vostra figlia ad essere violentata, maciullata, fatta a pezzi, dissanguata, mangiata, e gettata come un sacco di merda qualsiasi in strada…”

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