Guida per Forze di Sicurezza Aereoportuali

Il mondo..adesso guarda le nostre forze di sicurezza negli aereoporti.

Colpevoli. Lassisti. Addirittura inquadrabili come degli ignavi. Capiscono che sono degli inetti?

Il feedback insindacabile arriva dalla nuova guida dei terroristi su come superare indenni la nostra frontiera…aereoportuale.

Guida all’uso e al contrasto.

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IL.GIORNALE

L'Italia? E' il posto migliore per evitare i controlli antiterrorismo.
A rivelarlo, in alcune intercettazioni acquisite dalla polizia, il ricercato Moftah Al Sllake, sospettato di essere parte di una rete jihadista internazionale con base in Libia di aver preparato un attacco contro alcuni obiettivi nel nostro Paese.
"Prendi l'aereo dalla Libia fino alla Turchia, poi un altro volo per la Tunisia con transito in Italia, andata e ritorno - si può leggere nelle trascrizioni - E scendi in Italia così non se ne accorgono." E ancora: si consiglia di registrare un bagaglio "per non destare sospetti". Le falle nei controlli sono evidenziate senza reticenze: "Non controllano bene, in Germania di più".
E una volta giunti in Italia per quello che dovrebbe sembrare un normalissimo scalo, scatta l'operazione per infiltrarsi nell'Ue: "Rimani nell'aeroporto italiano, lasci partire il tuo volo e quando l'aereo se ne è andato ti consegni. Se ti chiedono di fare le impronte digitali rifiuti e poi vai, perché dove fai le impronte poi diventa il luogo della tua richiesta d'asilo."
Al Sllake - che nel frattempo si è dato alla macchia da quasi due anni dopo aver combattuto, fra l'altro, in una formazione quaedista in Libia - sembra davvero inquietante. Negli anni scorsi ne sono stati seguiti gli spostamenti dalla Sicilia alla Germania, dalla Francia a Milano e infine a Genova, dove avrebbe svolto una doppia ricognizione nel centro commerciale "Fiumara". Forse il sopralluogo per un possibile attentato terroristico. A breve l'apertura del processo, celebrato in contumacia.

Una volta ho viaggiato dall’Italia al Libano, e dal Libano all’Iran, poi sono tornato in Libano, e rientrato in Italia, e perchè ero italiano, e da almeno quattro generazioni, all’Aereoporto di Malpensa stavano risalendo, con mia grande soddisfazione, anche alle identità dei miei avi della quinta, lodevole, nonostante le mie tre ore e tre quarti perdute quel particolare giorno, nella mia particolare vita.

Ora veniamo a sapere che gente che arriva dalla Libia, ma proveniente dalla Turchia, via Tunisia, evade l’attenzione delle nostre forze di sicurezza solo perchè…ha un biglietto di andata e ritorno. Non solo. Rimane all’aereoporto, lascia partire il volo, RIFIUTA DI FARSI PRENDERE LE IMPRONTE DIGITALI, E POI VAI… VAI…
Sembra la canzone di Nino D’Angelo…
Vai dove il Sole non c’e’ mai…, manca che da una valigia esca la bonanima di Mario Merola a cantarvele…

Ma che sta succedendo?
Se non hanno voglia di lavorare o sono non adeguati al compito che deve essere svolto meticolosamente, allora LICENZIATE.
Ci sono tanti giovani volenterosi che vorrebbero non solo lavorare ma servire il proprio paese, proteggendo i suoi abitanti con lavori di messa in sicurezza come questo.

Questa storia è di una gravità che ha dell’inaudito.

Ma che gentaglia impreparata comanda ed organizza le forze di sicurezza aereoportuali in Italia?
Ma esiste qualcuno che faccia la voce grossa a questi scalmanati e tonti ubriachi o no?

Prendete nota ed esempio:

queste sono forze di sicurezza, questi sono eroi, White Knights, in assetto o senza assetto di guerra:

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