Bianco paga il conto dopo anni di Degrado

Tanta gente afferma che gli Italiani sono pecoroni, che è impossibile uscire dall’UE, che ci lamentiamo ma poi non facciamo nulla. Se questi stessi mentecatti avessero vissuto nel 1789 sono sicuro che…

[________Alnytak_________________]

la Rivoluzione Francese non sarebbe mai scoppiata…

Enzo Bianco, grande compagno di partito negli anni 80 di Biagio Susinni, ma non sfiorato dalle varie ecatombi giudiziarie in cui quest’ultimo finiva a più riprese nella decade successiva, si è arrabbiato verso un cittadino catanese, colpevole solo di avergli gridato:

“Bianco ti caghi sotto”.

Offesa? No , una verità gentile per il responsabile dell’immenso degrado in cui Catania versa da anni. Una Città invivibile, soffocante, dove regna l’immigrazione clandestina massiccia, l’iniqua rottura del patto sociale, e l’anarchia semicontrollata della massa.

E lui , Bianco, si arrabbia, perchè è alla fine del suo regno di miseria e ipocrisia, verrà forse sostituito da un pupazzo non meno diverso, ma almeno non di questa Sinistra Criminale che nel giro di pochi anni ha distrutto il distruggibile.

La Rivoluzione o le Rivoluzioni possono scoppiare in qualunque momento, è il popolo a decidere quando e dove, e chi detiene il potere politico, e lo amministra, deve sempre essere conscio che non è un padrone e deve rendere sempre conto del suo operato alla sua gente.

Ma Bianco non considera i catanesi come la sua gente, ma i suoi sudditi, ecco perchè ha gridato a quel pover uomo: “Mi fai schifo”, a più riprese.

Che squallore da un uomo che era il Primo Cittadino, il garante della democrazia in una Città come Catania, colui che doveva amalgamare e bilanciare lo squilibrio nella redistribuzione della ricchezza, e riammodernare una Città attualmente destinata all’oblio.

Addio, politico ipocrita, nullità mediocre e batuffolo di cotone avariato, il tuo tempo è finito per sempre e la migliore ricompensa per il tuoi “servigi” di degrado e decadenza alla città di Catania sarà un buio angolo del dimenticatoio collettivo, pervaso da un incessante oblio, finchè schiatterai e renderai quel poco o quel niente della tua anima a quell’Entità Superiore che ti ha creato per ricordare a tutti noi cosa avviene quando il potere viene affidato ad un piccolo essere dotato di una grande mediocrità.

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