Perchè Miccichè è un Amico della Mafia e odia la Sicilia

Nel lontano 2009 , durante lo scandalo di Noemi “Papi” Letizia, sono andato ad una convention di Gianfranco Miccichè ad Acireale. Indimenticabile l’abbraccio di Biagio Susinni a Gianfranco, e la spinta del primo a quest’ultimo indirizzato verso il podio davanti alla platea, con il grido: “Vai..Vai..” .

Infatti è “andato” alla Grande.

Grazie ad uno come Nello Musumeci, e ai porci che hanno votato il suo partito, ora Gianfranco “Reo Confesso assuntore di cocaina” Miccichè è seduto nella scranna di Presidente del Palarmento Siciliano, anche conosciuto come A.R.S., assemblea regionale siciliana.

Tra i suoi compiti più impellenti ,da quando è stato eletto Presidente, citiamo/ricordiamo tra i più importanti:

Mantenere i privilegi della casta parlamentare regionale attraverso il “diritto” al Vitalizio“, altrimenti tornerebbe a vivere con suo padre.

Cambiare il nome dell’Aereoporto di Palermo da “Falcone-Borsellino” ad “Archimede”, o comunque figure positive, “adatte ad un territorio a vocazione turistica”, ne consegue che i due magistrati fatti a brandelli dalla Mafia e da altri non ancora specificati mandanti non sono per lui figure positive.”

“Ospitare indagati, imputati, e condannati per mafia nella Sala PierSanti Mattarella a Palazzo dei Normanni.”

Presiedere Convegni per Proposte sull’Amnistia, al fine di riformare la legge sulla confisca dei beni riconducibili alle associazioni mafiose.

Accogliere Totò Cuffaro a Palazzo dei Normanni come a casa, non fosse la stessa persona che dall’alto del suo rango istituzionale tradì lo Stato per favorire Cosa Nostra, affermando , in sua presenza, in una sala gremita di giornalisti e politici, “Tu sei l’unico che ha pagato per tutti. Totò, qui sei il benvenuto, questa è casa tua”, cioè tradotto: “Sei stato l’unico fesso tra noi che si è fatto beccare e hai pagato al nostro posto.” Standing Ovation a Cuffaro inclusa naturalmente.

Cercare di riabilitare un personaggio come Marcello dell’Utri, ossia l’uomo chiave dei rapporti tra Mafia e Imprenditoria del Nord, il protagonista indiscusso dell’ultima intervista di Paolo Borsellino, dove si parlava di cavalli e cocaina.

Gianfranco -cerca- di riabilitarlo pronunciando queste testuali parole:
“Nei confronti di Dell’Utri c’è stata una cattiveria infinita. Sono stato zitto, perché mi hanno detto che dovevo essere votato ma ora parlo. Contro di lui c’è stata inaudita cattiveria da parte di qualcuno che si arroga il diritto di essere Dio.”
Cioè far applicare la legge e stabilire la Verità rende divini. Potrei anche essere d’accordo.

Comunque il suo amico Marcello sarà fuori presto, un annetto circa, e lo aspettiamo come invitato d’onore a Palazzo dei Normanni.

Se domani l’Italia diventasse Uno Stato Assoluto Sovrano e Nazionalista e fosse ristabilita la pena di morte per i traditori dello Stato e avessi l’opportunità di suggerire una lista di dieci individui che tra i primi dovessero venire giustiziati credo che non avrei problemi ad inserire il nome di Gianfranco Miccichè entro i primi cinque posti, dato che non sono qualcuno che si arroga il diritto di essere Dio.

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